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Veterani USA: dentro l'abisso |
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Mercoledì 01 Settembre 2010 13:09 |
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di Francesca Coin Ho sempre desiderato scrivere dei veterani americani. Era il 2001 ed abitavo ad Atlanta, città del Sud-Est statunitense cara tanto al movimento afro-americano di Martin Luter King e Malcolm X, quanto al Ku Kux Klan (KKK), il movimento razzista bianco che da decenni incita alla white supremacy. Erano gli anni di 9/11, di Bush, dell’incitamento animalesco alla guerra contro il popolo Iracheno. Stavo lavorando a stretto contatto con un veterano ritornato da pochi anni dalla prima spedizione in Iraq.
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Comunicazione usa-e-getta, identità usa-e-getta? |
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Martedì 31 Agosto 2010 12:31 |
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di Francesca Ferrucci La “terza fase” In un libro del 2000 (La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo, ed. Laterza), il linguista Raffaele Simone analizza la trasformazione profonda che le nuove tecnologie hanno determinato nel modo di pensare e di costruire il patrimonio immateriale – scientifico, culturale, artistico – delle società sviluppate. In estrema sintesi, l’argomento del saggio è che si stia progressivamente indebolendo l’intelligenza così come storicamente attivata e sviluppata dal linguaggio verbale quale principale canale di produzione/fruizione/diffusione delle conoscenze e dell’immaginario: un’intelligenza di tipo sequenziale
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Un futuro senza compromessi |
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Martedì 24 Agosto 2010 11:14 |
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di Dario Danti Alice è stanca. Anch’io sono un po’ stanco. Nicola Lagioia, nel suo Manifesto per autori under 40 pubblicato sul domenicale del Sole24Ore due settimane fa, ha scritto testualmente: «Capisco che sia dura da accettare per coloro che, sospinti dall’onda del vecchio boom sullo scranno di una qualche docenza universitaria, alta dirigenza, segreteria di partito, hanno scambiato col trascorrere degli anni la propria inamovibilità per autorevolezza, e dunque la putrefazione per progresso.
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 11:17 |
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Martedì 17 Agosto 2010 18:11 |
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di Franco Berardi Bifo Ho appreso della morte di Francesco Cossiga da una telefonata del giornale bolognese Il Resto del Carlino. Il giornalista innocentemente mi ha chiesto se volevo parlare con lui dell'evento. Gli ho detto che in generale non rilascio dichiarazioni a un giornale come Il Resto del Carlino, con rispetto parlando. E soprattutto che non ho niente da dire su Francesco Cossiga. Niente. Mi imbarazza e ripugna che qualcuno possa, nella sua memoria, accomunarmi al cadavere. Perché poi? Forse perché ha ucciso mio fratello Francesco e mia sorella Giorgiana? O perché un tempo mandò i suoi sbirri a chiudere radio Alice e ad arrestare i miei amici redattori? O perché senza molto successo scatenò contro di me una campagna di calunnie che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto distruggermi? No, non mi occuperò di lui solo perché ha tentato di rovinarmi l'esistenza. E' stato un uomo piccolo. Tra i tanti che hanno insanguinato la scena del secolo passato è stato uno dei più loquaci, e credeva perfino di essere spiritoso. Non so se corro il pericolo di essere accusato di vilipendio dicendo queste parole a proposito di un signore che è stato Presidente della Repubblica con il voto di Massimo D'Alema. Non so se vige il reato di vilipendio post mortem. In quel caso ritiro tutto.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Agosto 2010 10:52 |
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