|
di M.A. Immaginate di essere in un enorme centro commerciale in un sabato pomeriggio di maggio e all'improvviso essere raggiunti da un messaggio(che poi si rivelerà falso) diffuso a mezzo autoparlante che vi dice minaccioso "Evacuazione immediata, pericolo". Immaginate che attorno a voi si scateni il caos con urla e corse furibonde verso l'uscita in una situazione di totale anarchia. Immaginate ancora di vedere persone atterrite correre con carrelli pieni di spesa in una sorta di esproprio proletario in versione postmoderna.
Tutto questo non è tratto da uno degli ultimi romanzi del compianto Ballard ma è successo realmente sabato 16 maggio al centro commerciale Euroma2 (zona Roma Sud in prossimità di uno degli incroci più trafficati della metropoli). Il più grande centro commerciale d'Europa, si estende su 51 mila metri quadri. E' costato la bellezza di 280 milioni di euro. Comprende 230 negozi su tre livelli, 4 mila posti auto, 23 ristoranti. Ultima "gemma" del veltronismo è stato inauguarato nell'estate 2008, proprio all'inizio della giunta Alemanno.Un vero tempio dell'iperconsumo. Navigando sulla rete si trovano facilmente video che mostrano il caos dei primissimi giorni dell'apertura, con i negozi presi d'assalto da folle scatenate. Dopo quasi un anno le cose non vanno bene e alcuni negozi hanno chiuso. La notizia del falso allarme compare domenica sulla cronaca romana di importanti quotidiani nazionali. E mi incuriosisce. Conosco il posto, immagino la scena e mi viene una gran voglia di approfondire la vicenda. Così lunedì 18 maggio assieme ad un amico curioso come me vado a Euroma2. Confesso che non ci ero mai stato prima di quel momento pur abitandoci vicino e subendone gli effetti indesiderati (traffico esagerato). Giro per i numerosi negozi e comincio a cercare informazioni rivolgendomi a chi in quel posto ci lavora. Gli chiedo: "cosa è successo, tu dov'eri, quanto tempo è durato il tutto?". Le risposte, salvo una che vi descriverò poco più avanti, sono praticamente le stesse: all'improvviso, alle 17 circa, parte l'allarme generale diffuso tramite mezzo autoparlante. E' l'annuncio del massimo pericolo. Loro lo sanno perchè gli è stato detto all'inizio del loro lavoro come raccomandazione: "quando parte questo allarme vuol dire che il fatto è serio". Le tante persone presenti nel centro commerciale iniziano la loro caotica fuga. I lavoratori di Euroma2 raccontano di non aver visto nessuno della sicurezza dare indicazioni. Tutti correvano verso l'uscita."Compresi quelli della sicurezza". E ancora, ci dicono pressocchè unanimi,:"Se non ci sono stati danni e feriti è stato per miracolo". Le scene raccontate rendono verosimili le ricostruzioni apparse sui giornali il giorno successivo: panico generalizzato, nessuna indicazione e aiuto da parte della direzione, il messaggio di allarme ritmato che ha continuato a ripetere lo stesso inquietante segnale di evacuazione per quindici minuti abbondanti. E tanti che correvano con carrelli e buste piene di merce (in alcuni casi palesemente non pagata). Questi ultimi, a dar retta alle descrizioni fatteci, erano spaventatissimi anche loro. Dunque non furbacchioni scaltri che si approfittano dell'accaduto (o almeno non solo) ma consumatori spaventati praticamente in simbiosi con la “propria” merce. Uno dei racconti è particolarmente suggestivo:"c'era una signora decisamente in sovrappeso che si portava dietro quattro buste piene di roba. Si vedeva che per lei erano un incredibile intralcio quelle buste ma lei, nonostante fosse spaventatissima, se le portava comunque dietro. Era come se quelle buste fossero parte integrante del suo corpo".Unico racconto diverso è quello di una ragazza che all'inizio si mostra molto sicura di sè dicendomi: "i fatti di sabato? sono stati ingigatiti dai giornali. Non è successo niente, tutto si è risolto in pochi minuti". Le faccio notare la diversità del suo racconto da quello dei suoi colleghi e "vicini di bottega"e lei a quel punto cambia repentinamente versione. Prima mi aveva detto che al momento del falso allarme era dentro il negozio, in seguito alla mia domanda rettifica: "venivo da sopra, da li non si era sentito nè visto nulla". Esco perplesso e mi dirigo verso l'Eurcoop per sapere direttamente da loro se è vero che alcuni clienti spaventati sono scappati con carrelli pieni di merce non pagata. Allo sportello informazioni dell'Ipermercato una gentile signorina mi dice che per parlare con la direzione di questo avvenimento bisogna chiedere un'apposita autorizzazione specificando anche la testata per cui si lavora . E' il primo segnale di ostilità che di li a poco diventerà incredibilmente surreale. Uscendo dall'Ipercoop infatti vengo avvicinato da tre individui della direzione(con tanto di divisa) di Euroma2 accompagnati da una guardia privata che mi dicono perentori: "lei non può chiedere informazioni a nessuno qui, per farlo deve chiedere apposita autorizzazione".Penso tra me e me: "ancora con questa autorizzazione, ma dove sono finito in un film di fantascienza? è uno scherzo per caso?". Non resisto e gli rispondo per le rime. Così vado a cercare il mio amico che intanto era andato in giro a fare foto. Lo chiamo e mi dice "mi hanno fermato dei tizi, sto vicino a Trony". Anche li stessa scena solo che nel suo caso c'è anche l'aggravante della macchina fotografica. I toni diventano concitati, arriva anche un tale che si presenta come responsabile della sicurezza. E' aggressivo. Se la prende di brutto con i giornalisti. Dice che "sono state raccontate un mucchio di stronzate" e chiede al mio amico di fargli vedere le foto. Fargli vedere le foto! Rimaniamo basiti mostrando tutto il nostro disappunto(e incazzatura) verso un simile atteggiamento. E naturalmente non gli mostriamo alcuna foto. Ma il tipo insiste e ci minaccia "se scrivete qualcosa vi scasso!". Proprio così dice "vi scasso!".Ci dice pure come si chiama mostrandoci, fiero, il suo cartellino di riconoscimento. Finisce che mentre ce ne andiamo dei ragazzi che avevano assistito a tutta la scena riferendosi ai gentiliuomi della direzione di Euroma2 ci dicono "li abbiamo visti agitarsi come dei pazzi, incredibile, era come se stessero cercando una banda di malviventi ma a vederli così la banda sembravano proprio loro". Così usciamo sconvolti da questo templio del iperconsumo, ci andiamo a prendere una birra e ci diciamo: "strani davvero questi di Euroma2: non sono riusciti ad impedire il caos dopo il falso allarme, si rifiutano di dare spiegazioni e se due ragazzi curiosi vanno in giro a chiedere qualche informazione li aggrediscono a male parole?". Strani sul serio. |
Commenti
RSS feed dei commenti di questo post.