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Rubrica: La solitudine del parlamentare (terza puntata) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Luglio 2009 20:51

di Eros Tumbarello

Giorgio Merlo, laurea in scienze politiche, giornalista professionista, è lui il primo deputato del Partito Democratico a finire sotto la lente di Loop.
Chissà come gli è nata l'esigenza di proporre al parlamento una legge sui “Rave party”.
Il Merlo sostiene che “la progressiva manovra di mediatizzazione attuata dai governi ne ha determinato la morte, poiché ha svuotato queste manifestazioni del loro significato originario: oggi i rave party rischiano di divenire nell'immaginario collettivo poco più che enormi «supermercati della droga» e gli ideali di collettività, unità e libertà originari si stanno lentamente perdendo.”


Dunque il Merlo in fondo rimpiange quegli antichi valori. Sotto sotto si nasconde un amante di Woodstock. Il sospetto ci viene quando il deputato del PD dunque indica come “necessario prevedere norme che subordinino l'organizzazione dei rave party alla preventiva autorizzazione del questore, (...) è questo non per comprimere l'indispensabile pluralismo culturale, aggregativo e sociale ma, al contrario, per incanalarlo lungo i binari di precise disposizioni legislative capaci di garantire innanzitutto l'incolumità delle persone e la salvaguardia dell'ambiente circostante.” come dargli torto.
E' curioso come Merlo affermi da una parte che “i rave siano conseguenza di una ricerca di libertà totale fisica e mentale che si esprime attraverso il ballo e anche attraverso il consumo di droghe” tanto che “sarebbe forse più preciso definirli «free party» (...) per quel principio di totale libertà rispetto a qualunque regola e convenzione”, e dall'altra afferma quanto sia necessaria la preventiva autorizzazione del questore...
Ma poiché non gli sembrava abbastanza, il Merlo avanza un'altra proposta di legge, molto intrigante. Nascendo da un'esigenza di verità storica, e data la faticosa trasformazione della nostra nazione nei secoli, per queste ragioni “e non per motivi di eccentrico protagonismo” egli “ritiene opportuno legiferare affinché sia adottato formalmente quale inno nazionale il canto «Fratelli d'Italia».
Noi non abbiamo mai pensato che il Merlo volesse inventare l'acqua calda o essere eccentrico protagonista (perché eccentrico?), per cui la sua proposta di legge, dato che a molti di noi distratti evidentemente sfugge “che questo inno, ormai noto a tutti e adottato nella maggior parte delle celebrazioni ufficiali della Repubblica, le appartiene per uso consuetudinario, non esistendo alcun pronunciamento legislativo a riguardo”, ci sembra davvero una bella idea. Davvero se ne sentiva la necessità.
Il Merlo ama la musica, e su questo non sembra ci siano dubbi visto che se ne interessa tanto.

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