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Testo del messaggio con cui venne lanciata la lista Rekombinant nel Luglio 2000 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 01 Agosto 2009 12:39


Ciao, siamo Franco Berardi e Matteo Pasquinelli e ci prendiamo la liberta' di interrompere le tue meditazioni estive con un documento che lancia un nuovo sito, un forum di discussione, e una conferenza che si terra' a Bologna a settembre, nel periodo in cui in tutta Europa il movimento globale si preparera' all'azione di Praga, contro il Fondo monetario internazionale e la World Bank.
L'iniziativa che noi lanciamo si chiama REKOMBINANT.

Il tema e' la dissoluzione della politica moderna e il lavoro cognitivo in rete. La finalita' e' favorire la definitiva dissoluzione della sinistra politica e una nuova configurazione postpolitica della autoorganizzazione dei saperi sociali. L'orizzonte nel quale lanciamo questa iniziativa é per molti aspetti drammatico. in Italia si prepara a vincere quella ripugnante destra che conosciamo. La sinistra ha fatto di tutto perché questo esito si determinasse. Non per malvagità ma per ignoranza.
Con REKOMBINANT lanciamo il primo esperimento di bioingegneria della postpolitica.

MANIFESTO REKOMBINANT
Dissoluzione/ricombinazione della politica e rete del lavoro cognitivo

premessa

La rete non e' uno strumento ma una sfera. Tutti ormai riconoscono che Internet rappresenta una innovazione decisiva della produzione e della comunicazione. Ma in generale si pensa che la rete sia un nuovo strumento di comunicazione, e quindi permetta di fare cose che non si potevano fare prima, fermo restando il contesto in cui le cose accadono. Non e' così: Internet rappresenta uno strumento di comunicazione, ma questo è l'aspetto meno significativo del passaggio che stiamo attraversando. Il fatto decisivo consiste nel formarsi di una nuova sfera dell'agire sociale. Processi di simulazione modellano la sostanza stessa dello scambio economico, della decisione politica, della vita quotidiana e della stessa corporeità.
Non e' nostra intenzione chiederci come la Rete potrebbe meglio servire agli scopi della comunicazione politica, e neppure descrivere estasiati le mirabolanti avventure delle nuove tecnologie, ne' il roseo futuro che ci attende, o i pericoli che ne derivano per questo e per quello. E' nostra intenzione capire come la rete sta dissolvendo le forme stesse della politica moderna, e come nella rete si delineano prospettive alternative.

REKOMBINANT si propone di comprendere meglio l'orizzonte problematico del movimento globale, a partire dalla consapevolezza del fatto che il lavoro cognitivo nella rete non può riconoscersi nella forme della politica moderna, e solo attraverso una dissoluzione delLe forme politiche esistenti potremo dare avvio alla ricombinazione sociale capace di aprire prospettive di umanità.

REKOMBINANT E' IL PRIMO AMBIENTE CULTURALE DI RETE NEL QUALE SI COMINCIA A RAGIONARE IN TERMINI DI BIOINGEGNERIA DELLA POLITICA.

Lavoro cognitivo e new economy

Il lavoro cognitivo è la forma generale che il lavoro produttivo sta assumendo. Le tecnologie digitali sono nate in stretto rapporto con la storia della lotta tra operai e capitale, come strumento per l’eliminazione di lavoro vivo, e per la sostituzione di lavoro umano con macchine. In questo senso esse hanno rappresentato un attacco alla composizione sociale della classe operaia, ma al tempo stesso hanno contribuito alla realizzazione delle scopo principale del movimento operaio, la riduzione del tempo di vita in cambio di salario, la riduzione del lavoro e della fatica, l'intellettualizzazione della massa.

Oggi però noi assistiamo a una separazione profonda tra il ciclo del lavoro cognitivo che si articola in tutto il mondo in forma di rete, e il ciclo del lavoro industriale periferico, comandato e coordinato dalla rete, ma relegato entro forme sociali arretrate, nelle quali perfino i più elementari diritti acquisiti dagli operai industriali nel Novecento sono cancellati.
L'espressione "new economy" deve dunque essere accolta e criticata al tempo stesso. La digitalizzazione della produzione mette in moto processi del tutto nuovi. Ma questi processi non sono lineari. Nella rete si manifestano culture e modelli organizzativi tra loro contradditori. Anche se la forma della rete permette la coesistenza di progetti tra loro incompatibili, la proiezione di questi progetti sul pianeta reale, sul corpo materiale della società sposta il conflitto su un piano inedito, sul quale non valgono le regole economiche e politiche che abbiamo conosciuto in passato.


Il futuro della rete tra tecnologia e economia.

Lo sviluppo sociale della rete non dipende dunque soltanto da un progresso lineare delle tecnologie, ma dai modelli economici e dai progetti culturali che determinano il mutamento delle interfacce tecnolinguistiche, e comunicative. Internet è cresciuta come un campo in cui le risorse di spazio sono illimitate. Ma la rete é oggetto di un processo di colonizzazione economica: privatizzazione dei prodotti del sapere collettivo, recinzioni del ciberspazio accompagnano lo sviluppo dell'Internet, anche se la rete sembra continuamente rinnovare le energie per eludere o dissipare i processi di sottomissione economica. Il futuro della rete tra tecnologia e colonizzazione economica é il secondo tema del quale ci occuperemo. Microsoft ha tentato la colonizzazione della rete con l'iscrizione di MSN in Windows 95. Ma da allora sono cominciati i guai di Bill Gates. AOL e Time Warner hanno dato vita a un conglomerato che mira al dominio strategico della cultura televisiva su quella della rete. Ma per il momento l'unico effetto che sembra manifestarsi é quello della proliferazione di Internet-TV a basso costo. In questi mesi si va definendo il profilo delle tecnologie di UMTS (diffusione di Internet attraverso i cellulari satellitari); questo potrebbe favorire la concentrazione oligopolista perché le frequenze sono limitate, e quindi il potere può concentrarsi nelle mani di pochi grandi gruppi economici. Ma non e' chiaro come questo accadrà né quali controtendenze metterà in moto.


Dissoluzione della sinistra politica

Le forme della politica che abbiamo conosciuto sono destinate a un vero e proprio dissolvimento al quale può seguire il buio oppure una prospettiva di ricombinazione radicale.
La sinistra italiana é in come irreversibile.
Le cause della sua situazione attuale sono tante e non é qui il caso di riepilogarle tutte. Ma quella decisiva va rintracciata nella incapacità (costitutiva non occasionale) di assumere il punto di vista del lavoro cognitivo e della rete. La sinistra é stata l'espressione degli interessi e delle idealita' della classe operaia industriale. Questa classe (lungi dall'essere scomparsa, anzi su scala mondiale ingigantita) non ha più alcuna centralità produttiva, alcuna capacità di direzione politica. Perciò l'intero armamentario concettuale legato alle forme industriali della società non riesce più a sorreggere l'operare politico della sinistra.

Le nuove tecnologie sono state lo strumento decisivo della trasformazione in senso post-operaio della società. E perciò la sinistra ha dapprima, per lungo tempo, considerato le nuove tecnologie come il nemico. Quando poi quel nemico ha mostrato di non poter essere arginato con guerre di resistenza, allora la sinistra, incapace di vedere come le nuove tecnologie istituiscono un universo non meno (ma più) conflittuale di quello industriale, ha finito per essere ideologicamente e praticamente subalterna, e per assumere il punto di vista del neoliberismo, come se questo fosse l'unico capace di interpretare l'innovazione.
Ma la sinistra é anche l'espressione di interessi burocratici e statalisti che cercando di piegare la comprensione del nuovo alla persistenza del vecchio. Perciò la sinistra resiste disperatamente al processo di dissoluzione che da lungo tempo la pervade, e che andrebbe invece accolto come la premessa per la ricombinazione che, sola, può riattivare un'azione e un pensiero di alternativa.
Assistiamo perciò a una specie di accanimento terapeutico: difesa della forme ormai inerti della politica di sinistra.


Il movimento globale del cognitariato

Contemporaneamente, sulla scena del mondo sta emergendo un nuovo attore. Un movimento composito che si pone all'altezza della globalizzazione, ma punta a problematizzarne gli aspetti essenziali: la dicotomia tra mondo wired e pianeta impoverito, la devastazione delle risorse umane e ambientali, la privatizzazione dei prodotti del sapere collettivo, la commercializzazione del biogenoma.
A partire da Seattle N30 abbiamo assistito a un'azione di sabotaggio dell'ideologia liberista nell'immaginario contemporaneo, e alla creazione di nuclei pensanti e agenti di globalizzazione alternativa. Per quanto si tratti di un movimento giovanissimo, sembra proprio che esso contenga tutte le componenti necessarie a una fioritura di lungo periodo.
Non si tratta di un movimento d'opinione, ma forse si tratta dell'avvio di un processo di autoorganizzazione del cognitariato, del lavoro cognitivo connesso alla rete. E questo processo non ha più nulla a che fare con le forme della politica moderna, né con l'ideologia e il metodo del finalismo volontarista che dominò la politica della sinistra novecentesca.
La disssoluzione della sinistra, e delle forme politiche della modernità può allora forse preludere a una ricombinazione di quelle energie che si aggregarono intorno alla sinistra novecentesca. Non si può pensare che la trasformazione e la rinascita di un pensiero e di un'azione passino attraverso le vecchie geografie concettuali: riformismo e rivoluzione, governo e opposizione, eccetera. Quelle geografie hanno perduto ogni senso. Occorre ricombinare gli elementi sociali, le competenze, le risorse, le aspirazioni secondo regole che non conosciamo ancora.

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