| Europa sociale o tragedia |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 06 Maggio 2010 09:47 |
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Di Franco Berardi Bifo. La tragedia europea è iniziata. Tre morti in una banca di Atene sono il primo orribile bilancio di una guerra che il capitalismo finanziario ha scatenato contro la società, e da cui la società non sa come liberarsi. La società greca non può sopportare il diktat delle agenzie finanziarie che l'hanno spinta nel baratro della crisi, e ora pretendono che a pagare il prezzo siano i lavoratori. Spinta contro il muro della miseria, dell'umiliazione e della catastrofe, la società greca potrebbe reagire in maniera folle. Può essere l'inizio di una tragedia che non sarà limitata alla Grecia. Quello che sta succedendo in Europa è straordinario e terrificante. Straordinario perché per la prima volta la costruzione europea entra in una crisi che minaccia di farsi definitiva, e perché questa potrebbe essere un'opportunità per iniziare una trasformazione in senso democratico e sociale di un'entità che finora non ha avuto i tratti della democrazia, ma piuttosto quelli di una dittatura tecno-finanziaria. Un numero della rivista LOOP del maggio 2009 si intitolava Finis Europae, e si chiedeva se l'Europa poteva sopravvivere al collasso finanziario. La risposta era che no, l'Europa non può sopravvivere al collasso se non si libera dalla dittatura della classe finanziaria che tiene in mano la corda con cui la società europea viene lentamente strangolata. Il fanatismo monetarista della BCE (vero organo di comando sulla vita politica europea) ha scelto alcuni bersagli preferiti. Quello delle pensioni è forse il più evidente. Allungare il tempo di lavoro-vita è una delle ossessioni del Neoliberismo, e si fonda su un accumulo di menzogne pure e semplici. Si dice che l'aumento del tempo di vita media mette in pericolo la possibilità di mantenere un equilibrio economico, dimenticando che la produttività media sociale è aumentata di cinque volte negli ultimi quaranta anni, per cui non cambia niente il fatto che il numero dei produttori possa diminuire leggermente. Si dice che i vecchi debbono lavorare più a lungo per solidarietà nei confronti dei giovani, e non c'è menzogna più ripugnante di questa: il prolungamneto del tempo di lavoro degli anziani ha infatti come conseguenza un aumento della disoccupazione giovanile, e una condizione di ricatto sul mercato del lavoro che ha reso possibile un aumento smisurato della precarietà lavorativa. La politica della BCE è all'origine della miseria europea. Se L'Unione è questo, che muoia. Solo un movimento del lavoro precario e del lavoro cognitivo, un movimento che ponga al centro della discussione politica il salario unico di cittadinanza può salvare l'Unione europea, modificandone radicalmente la forma e la sostanza. Ma un simile movimento sembra oggi quanto di più improbabile, quanto di più lontano dai comportamenti psicopatici e conformisti di una generazione di disperati il cui futuro sembra segnato senza vie d'uscita. Un futuro di precarietà, di schiavismo, di immiserimento materiale e psichico. Una generazione cui rimarrà solo Facebook - sfiatatoio dell'impotenza e del narcisismo - per avere la sensazione di poter parlare liberamente. "British students seem resigned to their fate. But this is a matter not of apathy, nor of cynicism, but of reflexive impotence. They know things are bad, but more than that, they know they can't do anything about it. But that "knowledge", that reflexivity, is not a passive observation of an already existing state of affairs. It is a self-fulfilling prophecy." (Mark Fisher: Capitalist Realism) |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Maggio 2010 19:54 |




