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di Gabriele Castoro Non solo tra poche ore (martedì 8 giugno) Loop uscirà in edicola con un numero dedicato ai mali d'Italia, ma come rivista seguiamo, sosteniamo e pubblicizziamo iniziative su uno dei temi irrisolti del nostro paese: il carcere. Domani, venerdì 4 giugno, a Roma, due appuntamenti che nascono insieme e si ritrovano in serata presso la Casetta Rossa SpA di via Magnaghi 14 (metro Garbatella).
Dalle ore 16 alle ore 18 nel carcere femminile di Rebibbia, "DUE ORE D'ARIA": dj set a cura del collettivo BORGHETTA STILE.
In questo momento di difficoltà e disagio per la popolazione carceraria italiana, tra fumosi annunci governativi di "Piano carcere", sovraffollamento cronico e soprusi, una delle crew più apprezzate della capitale, che ha fatto ballare migliaia di giovani in serate di festa-revival anni '90, varca le mura del più grande penitenziario della capitale. Con quale obiettivo? Far ballare le detenute. Il progetto BORGHETTA ha nella sua stessa genesi il binomio divertimento - lotta alla repressione: la prima serata risale al 2006, e fu organizzata per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali di un amico, finito in carcere per aver partecipato ai disordini seguiti all'omicidio di Gabriele Sandri (il giovane tifoso laziale giustiziato in un autogrill durante una trasferta). Il progetto cresce e si afferma negli anni, con serate 90's sempre più affollate. Al Brancaleone, all'Init e nel circuito dei centri sociali romani (La Strada, Acrobax). E poi oltre: Arezzo, Milano. "Ora che ci siamo affermati" ci dicono Daniele e Efrem del BORGHETTA "possiamo realizzare un sogno, quello di portare il nostro messaggio di festa nei luoghi in cui è più urgente e utile". Insomma, se la montagna non va da Maometto... Il BORGHETTA si mette in contatto con l'associazione "Ora d'aria" che da più di vent'anni lavora nelle carceri italiane, e prende forma la giornata di domani, che permetterà a circa 300 donne di ogni età e provenienza di lasciare gli spazi sovraffollati e la monotonia delle sezioni, per raggiungere un cortile interno, ballare e stare insieme: un'occasione di liberazione e riappropriazione dei corpi, di svago e divertimento. La festa sarà registrata da Radio Popolare e potrà essere riascoltata sul network. Alla fine del dj set la crew del BORGHETTA convergerà alla Casetta Rossa, dove dalle 18:30 è previsto un incontro di presentazione del libro "Non mi uccise la morte" (ed. Castelvecchi), graphic novel di Luca Moretti e Toni Bruno dedicata alla vicenda di Stefano Cucchi, entrato in carcere e mai più uscito vivo. Oltre agli autori del libro e a Ilaria Cucchi (sorella di Stefano), parteciperanno e interverranno Gennaro Santoro (avvocato, ass. Antigone), Arturo Salerni (avvocato, ass. Progetto Diritti), Gianluca Peciola (Casetta Rossa SpA). Reading a cura di Carmen Iovine e Barbara Folchitto, sonorizzazioni di Dario Biagetti. Ci saranno anche le Madri per Roma città aperta. I ragazzi del BORGHETTA potranno raccontare la loro esperienza pomeridiana e confrontarsi con gli ospiti della Casetta, prima di rimboccarsi di nuovo le maniche per la prossima iniziativa, ancora una volta legata a uno dei temi storicamente cari al collettivo: il calcio e la repressione. L'appuntamento è per venerdì 11 giugno all'Openbar di Ostia, per la serata "ITALIA '90": in coincidenza con l'inizio dei Mondiali di calcio in Sud Africa e a ven'anni dal Mondiale che, come dicono gli organizzatori, "ha segnato la nostra infanzia". Si balla dance, commerciale 90's, techno, pop, viruz, boyband, 883, progressive... Ma come al solito si riflette anche su quello che sta accadendo, sull'evoluzione del mondo del calcio, sulla nuova normativa della "tessera del tifoso" che non piace affatto alla band. Sarà possibile osservare la mostra fotografica "Il calcio che vorrei", curato da Micaela, giovane trascinatrice del BORGHETTA STILE. Speriamo sia solo l'inizio di una nuova serie di collaborazioni. In bocca al Loop!
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