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Vendola: io riparto dal Vangelo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Ottobre 2010 11:12

di Riccardo Barenghi

Tutti in piedi, cantano a squarciagola «Bella ciao». Finisce così il primo congresso di Sinistra ecologia e libertà. Finisce con una standing ovation per il suo leader Nichi Vendola, eletto presidente all'unanimità (peraltro era l'unico candidato). E adesso, fatto il nuovo  partito, adesso che «ci siamo ritrovati dopo essere stati smarriti», comincia l'avventura più difficile,  quella che dovrà portare  Vendola alle primarie del  centrosinistra. E, possibilmente, a vincerle. Almeno questa è la sua intenzione. «Non sarò presidente di  un piccolo partito ma presidente di una grande speranza» proclama.

In teoria ce la può anche fare, la sua popolarità è alta,  piace come parla e quello che dice, travalica il suo eletorato di riferimento, quello
dell'ex sinistra radicale. Raggiunge molti elettori del  Pd (che infatti lo teme), rappresenta le minoranze (è gay dichiarato e lo rivendica) e si spinge anche in campi inesplorati, il mondo cattolico per esempio.
Al quale non a caso ieri ha dedicato gran parte del suo discorso finale, battendo sul fatto che «c'è un'Italia migliore di quella che ci viene rappresentata dal gossip di fango e dai veleni dei dossier». E' a questa Italia che Vendola si rivolge, parlando direttamente alle persone. Anche ai cattolici, appunto, sottolinea con forza il suo esserlo: «Non intendo certo nascondere la mia fede religiosa, è stata la culla della mia vita» (e qui coglie l'occasione per smentire l'incontro, rivelato ieri da questo giornale, con il cardinal Bagnasco, una smentita doverosa quanto scontata che nel pomeriggio arriva anche dal portavoce della Cei).
Lui col mondo cattolico vuole il dialogo, sempre e comunque, vuole tenere «aperta la porta anche quando la discussione diventa aspra: guai rispondere con vecchie pulsioni anticlericali, con la Chiesa voglio parlare anche dei temi eticamente sensibili. A quelli che parteciparono al Family day voglio chiedere se si sentono più offesi da due persone dello stesso sesso che si amano o dal neoliberismo che li ha impoveriti». Parla di Gesù Cristo «che ci ha insegnato che la storia è il potere dei segni (il legno e i chiodi della croce) e non il segno del potere». Si spinge fino a discettare del «vivente non umano» (citazione da Ingrao), non esistono solo le persone ma anche gli animali e le piante che vanno rispettate. I bambini poi non ne parliamo: «Hanno diritto a riavere una loro soggettività, negata in questo mondo sbagliato». Il tono è intriso di religiosità, qualcuno alla fine gli porge un bambino tra le braccia neanche fosse il Papa o addirittura Gesù.
Ma Vendola non si dimentica la politica di tutti i giorni, cita Aldo Moro che se fosse stato vivo avrebbe «invitato la classe dirigente a considerare la piazza della Fiom una risorsa per il futuro». «Ma noi non vogliamo essere il partito della Cgil, pensiamo che la Cgil sia utile all'Italia». E comunque sì allo sciopero  generale: «Uno specchio in cui si può guardare il Paese».
E sì ovviamente a un'alleanza, «non a una sommatoria», con tutto il resto della sinistra «perché la nostra gente ci vuole insieme». Lui prima però vorrebbe «una risposta illuminante da Bersani: abbiamo detto sì a un governo di scopo per fare solo e unicamente la legge elettorale. Ma diciamo no a un governo tecnico che faccia le riforme economiche. L'economia non è una scelta tecnica ma squisitamente politica... E allora, caro Pier Luigi, quali riforme e con chi le facciamo, con Tremonti e il suo neoliberismo, con la Gelmini che ha distrutto la scuola pubblica, con chi?».
Ci sarà tempo per unirsi, dividersi e forse tornare a unirsi. Intanto Vendola da oggi ha il suo trampolino di lancio, spera che le elezioni arrivino presto per poter cavalcare l'onda. Sinistra ecologia e libertà al momento vive per lui: «Non potevamo chiamarci solo La sinistra perché è un concetto che non comprende in sé gli altri due: sinistra ha significato anche industrialismo sfrenato, gulag e carri armati».

Tratto da La Stampa del 25 ottobre 2010

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