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Nakba, cronaca dalla Palestina PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 17 Maggio 2011 19:54

Gianluca Peciola

La nakba ha lasciato tracce indelebili nella storia di questo territorio. Doveva essere la giornata del diritto al ritorno dei profughi, e' diventato il giorno della strage. più di venti morti, decine di feriti. I segni qui a Ramallah ancora si vedono sul terreno, vicino al ceck point di Qalandia, dove centinaia di palestinesi per tutto il giorno del 15 si sono scontrati con l'esercito. Passiamo con la macchina vicino al valico, sul terreno i segni della battaglia. Ci dirigiamo verso il campo profughi di Qalandia, 11.000 abitanti. Da qui sono partiti in gran parte di ragazzi giovanissimi che abbiamo visto contendersi il terreno con l'esercito nel giorno della "catastrofe".

Dentro il campo profughi incontriamo gli operatori del "Centro per l'infanzia". Qui gli operatori palestinesi, con i sostegno della cooperazione internazionale, mettono in opera interventi rivolti ai bambini del campo profughi. Un centro istituito nel 2003 per la difesa dei diritti dei bambini del campo profughi, con l'obiettivo di curare la loro educazione di sviluppare programmi di intrattenimento e di potenziare le capacità e le potenzialità dei più piccoli, in un contesto di occupazione militare e di forte pressione psicologica e violenza quotidiana. Usciti dal Centro ci rechiamo nella sede di una cooperativa che è riuscita ad avviare un'attività produttiva capace di immettere nel circuito dell'equo e solidale locale e occidentale prodotti di cuoio. Sette operai ci accolgono offrendoci tè e sorrisi e parlandoci delle potenzialità del loro lavoro in un mercato che definiscono in crescita. In effetti, i loro prodotti ormai superano i confini palestinesi per arrivare anche nel nostro Paese.

Sotto un cielo di ghiaccio sporco (colpa del vento del deserto, ci dice un amico palestinese) ci dirigiamo verso al azariya, il villaggio dove si trova la tomba di Lazaro. Villaggio tagliato fuori da Gerusalemme dalla costruzione del muro. "da un giorno all'altro i nostri vicini sono diventati cittadini di un altro paese. Li raggiungiamo passando, quando va bene, per il ceck point", ci racconta una donna della cooperativa "alba", che si occupa di dare possibilità occupazionali alle donne palestinesi dell'area. Il muro, qui, ha separato questa fetta di terra dalla sua naturale continuità geografica e urbanistica con Gerusalemme. Il muro mangia territorio fertile, sequestra i campi coltivati dai palestinesi, separa relazioni e affetti, mostrifica l'ambiente naturale e urbano. Anche per gli effetti della costruzione del Muro e per la diffusione delle colonie nel territorio che dovrebbe appartenere alla naziona palestinese, nascono gli orti domestici nella zona di El Azariya. Una popolazione di tradizioni agricole e pastorali privata delle basi della propria economia. Ettari di terra fertile consumati sull'altare della separazione. Strade separate per cittadini separati e insicuri nel loro isolamento, filo spinato, filo elettrico, tecnologia della sicurezza al posto di ulivi e campi, di lavoro produttivo e comunità. Incontriamo famiglie, prima contadine, che riproducono gli orti secondo il sistema delle terrazze, in zone urbane. Privati della loro identità dal muro e dall'espanzione delle colonie, reinventano se stessi nei luoghi della nuova urbanizzazione che sta caratterizzando lo sviluppo dell'economia palestinese. Gli orti domestici sono un progetto per famiglie a basso reddito e numerose, realizzato dalla ong italiana Acs (partner della Provincia nel progetto orti domestici a Gaza) grazie al sostegno della Fao. In quest'area sono circa 150 le famiglie che usufruicono del percorso di formazione per la costruzione di orti domestici. Lasciamo "le terrazze" coltivate per tornare a Ramallah. Di nuovo al ceck point di Qalandia, di nuovo il controllo dei soldati: Stop! giovani soldati israeliani in divisa si affacciano dal finestrino. "Were are you from?" - "Italia...." - "Ah, Italia..." sorrisi armati. "Have a good time" e ci fanno passare.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 17 Maggio 2011 21:57
 

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