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LOOP NUMERO 9: LO SPOT


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Scritto da Administrator   
Sabato 28 Marzo 2009 16:10

Loop è il segno dei tempi. È la moltitudine, mutevole e veloce. È le mille forme della autorappresentazione quotidiana, e, allo stesso tempo, la testimonianza più ruvida della nostra sconfitta. Loop si prende sul serio nel ridersi addosso. Loop è nei suoi molteplici, complessi e contraddittori significati.

È la coazione a ripetere; è l’errare che diventa diabolico; è ripetizione. Loop è differenza; è il giro della morte nel volo acrobatico; è quasi-gruppo con un elemento di identità, un magma; è porzione di traccia in ripetizione automatica; è campionamento musicale. Loop è sequenza di immagini.

Questo è loop e molto altro ancora. Loop è collettivo; è sfida che assume l’apocalisse come terreno della ricerca; è accettazione dei limiti; è sconfitta che non ammette tempi supplementari; è acido che corrode certezze; è spigolo di vento che taglia la faccia; è traiettoria funambolica che riemerge dall’ovvio; è cammino lungo, faticoso, marcia in campo avverso, guerriglia culturale, è senza vergogna, rabbia e felicità; è tutto di tutti, leggerezza senza rassegnazione; è la meccanica dei movimenti, è brand senza logo, è transgender, software libero, copy left; è danza dolcissima.

Loop è ciclo infinito dal quale è impossibile uscire se non con una inizializzazione di sistema. Ma senza la fretta del politicismo, del lavorismo, dello sviluppismo, del soggettivismo, del furbacchionismo: loop è attraversamento icastico dell’apocalisse contemporanea. Loop è goccia e cristallo che fugge dal mar morto delle sinistre novecentesche, che si ostina nella ricerca di vita, che rifiuta l’eutanasia e il suicidio dei comunismi, dei socialismi, degli ambientalismi, dei movimentismi. Loop è persona e comunanza. Loop è il contrario di uno. Loop è principio di realtà, si muove agile, veloce, mutevole perché sa, a differenza dei generali di brigata delle sinistre, che la più grande delle disfatte è già alle nostre spalle. Loop sorvola la storia e impara la distinzione, l’eccezione e la discrezione.

Loop odia la retorica, il populismo, le messe cantate, le liturgie e le autoassoluzioni, si nutre di contemporaneità, di curiosità, di pragmatico radicalismo. Loop è moderno e arcaico. Loop è culture linguaggi e conflitti dentro e oltre l’anno zero, un progetto politico editoriale che mette al centro la ricerca, il racconto, la costruzione di senso, la passione, la comunità, il globale, il noir, la poesia, l’economia, la memoria e la geografia, l’io, il noi e l’es. Loop assomiglia al corto circuito delle economie globali: sbeffeggia gli oracoli della globalizzazione, e si interroga sulla profondità della crisi sociale, culturale ed economica che attraversa il pianeta.

Loop osserva i disastri e le sconfitte del libero mercato e il ritorno di una cosa che, per approssimazione, chiamiamo Stato. Stato del sostegno pubblico all’economia finanziaria, Stato dello strapotere dei fondi sovrani. Loop proverà a interrogarsi sulla direzione di marcia del globo, del ritorno della via della seta e del rinascimento economico e consumistico delle nazioni che vanno dal Medioriente agli Emirati, dall’India alla Cina, da Singapore a Taiwan.

Loop vuole parlare lingue e dialetti, vuole nutrirsi delle parole degli aymara e degli aborigeni, vuole capire la cosmogonia maya e narrare la congiunzione tra terra e libertà, tra terra e comunità. Loop è yiddish, la lingua parlata da undici milioni di europei prima dello sterminio, e ora estinta. Loop è una goccia che arranca alla ricerca di acqua e ha come unico obiettivo il tuffo e la mescolanza, il gorgo e la corrente, il fluire e il corrodere. Loop è residuo, margine, pura testimonianza. Loop si piace, non cerca consenso.

Loop è arrogante, è ostinazione a voler esserci ancora, è resistenza agli urti e incapacità a riconciliarsi. Loop è in onda, un’altra volta un’altra onda: ascolta osserva e tifa autonomia. Loop si fida dell’onda, ne rincorre traiettoria e deriva tra autogoverno e partecipazione. Loop spera che l’onda pratichi la formattazione e un nuovo inizio, oltre le colonne d’Ercole della nostra memoria. Loop è zattera da surf pirata, quattro legni in croce con l’ambizione di accompagnarci oltre il naufragio. Con la forza dell’onda anomala il viaggio sarà più breve. Un’altra volta: shalalala, shalalala

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Marzo 2009 16:37
 
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