| Drive |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 13 Ottobre 2011 14:23 |
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Il cinema è anche la capacità di saper catturare la luce, modellarla, renderla espressiva. E in una pellicola in cui gran parte delle sequenze sono notturne, non è un caso che gli unici momenti di felicità o consapevolezza siano quelli in cui è la luce a suscitare emozioni, mentre dona grazia ai corpi di un uomo e una donna e un bambino che fanno un giro in macchina o al volto del protagonista, immobile, prima che muova un occhio e si allontani su nuove strade. Drive è un film in cui è lo stile del regista a manipolare tutto il materiale narrativo, esplicitamente di genere, con rallentamenti che invece di far esplodere l’azione quasi la congelano, il tempo diventa più denso, la visione più nitida e accurata quando la violenza e le scariche di adrenalina irrompono nei corpi, ad un passo dalla morte i sensi si fanno più acuti, scatta l’istinto di sopravvivenza, Refn si concentra su questi attimi, espande i loro confini, in un’operazione estetica che ribalta la schizofrenia visiva dell’action movie moderno.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Ottobre 2011 14:31 |





