| La comunità può vincere |
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| Mercoledì 31 Marzo 2010 14:37 |
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di Gianluca Peciola Coraggiosa la comunità del Liceo Keplero di Roma. Comunità e coraggio, due termini che sembrano così lontani dal vocabolario della politica in questa Italia delle passioni deboli e dello sfilacciamento dei rapporti sociali. Il Keplero fa scuola e non tanto per l’atto in sé, cioè per l’inserimento dei distributori di preservativi. Soltanto i meschini e gli adoratori del fatto pernicioso e scandalistico possono trovare esclusivamente in questa novità nazionale, la vera notizia di interesse politico. La comunità, il coraggio e l’etica della responsabilità sono la notizia, cioè sono gli elementi valoriali che la stampa e la comunità politica dovrebbero mettere in evidenza. Per questo penso che l’esempio del Keplero sia stato distorto. La Destra che lancia strali contro il consumismo e le perversioni della modernità, dovrebbe approfondire quello che è successo in quella scuola. Un professore e uno studente portano la proposta di installare un distributore di preservativi all’interno dell’Istituto, armati di argomenti scientifici sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili tra gli adolescenti. Fuori imperversa il dibattito sui costumi sessuali del Presidente del Consiglio, gli scandali intorno alla moralità dei politici, lo scontro sulle liste elettorali. Dentro la scuola, i Consiglio di istituto discute, si divide, si confronta. Il tema: come tutelare la salute dei ragazzi e della ragazze della comunità scolastica. Nel dibattito, immagino, emerge il rischio della gogna. Siamo a Roma, c’è il Vaticano, c’è la campagna elettorale. Serve coraggio. I due hanno con sé anche la Mozione della Provincia dove si legge”il Consiglio impegna Il presidente e l’assessore competente ad aderire alla campagna “Consapevolezza e Libertà”, programma di sostegno all’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole superiori e di installazione dei distributori nei Licei e nelle università”. Il Consiglio approva all’unanimità, mettendo in conto tutto, ma soprattutto preoccupandosi della necessità di affiancare all’installazione dei distributori, corsi di educazione sessuale. La scelta viene dibattuta tra gli studenti, tra studenti e professori e quando scoppia il caso, la comunità del Keplero non torna sui suoi passi ma si rappresenta autenticamente: scelta difficile, diversi punti di vista a confronto, ma al centro della scena compare l’etica della responsabilità di un copro docente e di una dirigenza che parlano del dovere della scuola di formare i ragazzi e di tutelare la loro integrità psicofisica. Fuori dalla Comunità, gli appetiti dell’informazione vanno in cerca della crepa, della narrazione fuori dal coro. A pochi viene in mente di cercare il motivo profondo di questa scelta che, se ho capito bene, ha a che fare con la missione più nobile della scuola: preparare i giovani ad affrontare con strumenti adeguati il rapporto con la società, lavorare sull’empowerment, come direbbero i sociologi, cioè dotarli degli strumenti conoscitivi utili per correre in una società sempre più liquida e ostile. La scuola è sola, non lo è solo il Keplero. Basti pensare che si è saputo dell’atto sperimentale del Keplero soltanto per un lancio Ansa proveniente da Milano. Un muro crollato, un atto di bullismo, un abuso avrebbero fatto notizia immediatamente. Il processo lento, la discussione democratica sui valori e sugli obiettivi della scuola, il rapporto tra questa e le istituzioni non sono “fatti” che interessano alla politica, fatti su cui la politica è disposta a confrontarsi. E’ invece il Liceo di Roma che provocato scandalizzato l’opinione pubblica, come tanti licei ed istituti in Italia, dovrebbero essere osservati dalla politica per capire che in questi luoghi la democrazia e il confronto intorno ai temi civici sono ancora presenti. Le scuole, come il Keplero, sono laboratori di democrazia. Parlando con alcuni studenti della scuola, mi sono sentito dire “ non capisco i politici che parlano della nostra scuola”. Questo messaggio è quello che dovrebbe far scalpore, il messaggio di una distanza abissale tra questi laboratori di partecipazione e le Istituzioni. I ragazzi del Keplero hanno fatto un percorso complesso e dibattuto, ora prenderanno confidenza con uno strumento che salverà loro la vita. Faremo di tutto affinché il vento nuovo che soffia nelle scuole, che l’attenzione alle questioni serie del paese come la salute dei nostri ragazzi e la solitudine della scuola, tocchino la spalla della politica per portare il suo sguardo dove succede qualcosa di bello e di prezioso per la nostra democrazia. |




