Andrea D'Amelio
Quasi un intero mandato di giunta Alemanno ha comportato danni gravissimi per il tessuto sociale e culturale della città di Roma, e questo Loop , che ha dedicato lo scorso numero alle “città maledetta”, lo sa molto bene. Lo sa altrettanto bene chi, come Arci Solidarietà onlus , prmotrice della rassegna “Arci p.m.”, resiste ogni giorno nel proprio impegno sociale contro tagli, boicottaggi, crociate culturali di stampo razzista e quant’altro l’attuale giunta capitolina è riuscita a mettere in campo. E’ proprio coerentemente a questo sforzo di resistenza che Arci Solidarietà onlus ha deciso di andare al di là dell’impegno lavorativo quotidiano al fianco degli ultimi di questa città (rom, immigrati, sfrattati), dando vita ad una rassegna culturale che, come ci spiega il suo principale curatore Andrea Cira, si pone l’obbiettivo consapevolmente ambizioso di fare la propria parte nel cercare di ricomporre le varie e tante “diversità” di cui vive Roma, e che oggi più che mai sono negate, relegate ai margini e troppo spesso archiviate come voci di spesa da tagliare. Una rassegna a tutto tondo, che è fatta di spettacoli teatrali (Andrea Cosentino, la compagnia Schegge di cotone con lo spettacolo “La sovranità appartiene al pop”), proiezioni di filmati (ad esempio “Persepolis”, con la partecipazione della comunità iraniana romana) e ogni volta musica e una diversa mostra fotografica che accompagna armonicamente lo spettacolo (per il programma completo si visiti il sito arcisolidarietaonlus.eu o la pagina facebook dell’associazione). Il prossimo giovedì 23 febbraio verrà proiettato il documentario “Lo schermo velato”, che tratta della censura dell’omosessualità nell’ambiente hollywoodiano, evento principale della serata che prenderà il nome di “Forme d’amore”. Dove più necessaria un’iniziativa del genere che nella tristemente omofobica Roma? Andrea ci spiega che il valore aggiunto di questa rassegna è da rintracciarsi nella circostanza particolare che è realizzata “dalle stesse braccia che di giorno si occupano della scolarizzazione dei minori rom (quelle degli operatori sociali di Arci Solidarietà) e di tutti gli altri progetti sociali nei quali l’associazione è impegnata”. Noi diamo senz’altro fiducia all’intenzione dei promotori di Arci p.m. e ci auguriamo di cuore che la città risponda con lo stesso entusiasmo e lo stesso interesse da loro messi in campo.















