Dal 29 Gennaio in edicola

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Uomini e donne liber@ nemici di Bologna PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 19:54

di Franco Berardi Bifo

 E se da lunge i miei tetti saluto
sento gli avversi numi e le segrete
cure che al viver tuo furon tempesta
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi ne resta."


Da quasi un mese, da quando ancora si sussurrava delle disavventure diciamo cosi' amorose di un sindaco piuttosto cialtrone, mi trovo in Messico, prima per prendere il sole sulle spiagge di Mazunte, poi per tenere al centro culturale della UNAM un seminario dedicato al frammento marxiano sulle macchine, il testo che piu' illumina l'epoca in cui viviamo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 20:07
 
Pietro Masturzo vince il Worldpressphoto 2009 con una foto pubblicata su Loop! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 12 Febbraio 2010 12:55

Pubblichiamo il reportage dall'Iran Di Pietro Masturzo e Carlo Maddalena e l'immagine che è stata premiata come "foto dell'anno 2009"

PAURA DEL BUIO

DI CARLO MADDALENA FOTO DI PIETRO MASTURZO

 

Il controverso risultato delle elezioni Iraniane ha generato un’ondata di proteste senza precedenti nella repubblica islamica. L’intolleranza del governo teocratico nei confronti di pacifiche dimostrazioni e lecite richieste ha innalzato drammaticamente il livello di conflitto interno. Le  battaglie non sono solo quelle che si consumano in strada, dove il coraggio della popolazione civile si oppone ostinatamente alle brutalità repressive del governo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:13
 
Dal 29 Gennaio Loop in edicola sulle tracce del ritorno di Zapata PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 27 Gennaio 2010 01:17

Loop è in fuga. Cerca riparo nella terra degli esuli. Tra i latitanti di tutte le rivolte. Nell’anno 2010, il primo approdo è in Messico, sulla scia di una voce che di orecchio in orecchio ha fatto il giro del pianeta. Qui, nella terra di Zapata, Pancho Villa e di Flores Magón, Loop insegue le tracce di una rivoluzione incompiuta lunga 200 anni e che, qualcuno dice, sta per compiersi. Col fiato corto Loop attraversa il Messico della frontiera, tra l’odore della polvere da sparo e il sapore acido della cocaina. Segue le orme dei “coyote” che guidano in viaggi senza ritorno la speranza dei migranti. American dream. C’è odore di cadavere e di morte.
Loop attraversa il deserto e si tuffa dentro il mostro. Città del Messico. Venti milioni di persone: è il posto giusto per passare inosservati. Per ascoltare e inseguire una rivoluzione vecchia di due secoli. Ne sente parlare a Iztapalapa, nella periferia, e la insegue fino ai bordi di un ring, tra i lottatori in maschera.
Loop si perde nella città, vagabonda a fianco di banditi, prostitute, fuggitivi e latitanti. Porta un fiore a San Giuda. Il santo protettore di ogni causa persa.
Loop punta verso sud, lascia Città del Messico e arriva tra i ribelli zapatisti del Chiapas. Insorti all’ombra di un’alba, non hanno seguito la parabola del sole fino al tramonto. E sono vivi.
Il viaggio finisce da dove è cominciato, alla ricerca di una voce portata dal vento. Nell’attesa di qualcosa che viene o che già c’è. Una rivoluzione infinita.
Loop torna dal Messico fino ai luoghi dell’apocalisse contemporanea. Europa, Italia. Il tanfo è sempre più forte.

Leggi il sommario della rivista

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2010 01:22
 
Dal 4 dicembre è in edicola il nuovo numero di Loop PDF Stampa E-mail
Scritto da Loop redazione   
Venerdì 04 Dicembre 2009 15:56

Nel nuovo numero: "FACCIA AL MURO", cosa si immagina vent’anni dopo la fine del comunismo?
Interventi, tra gli altri, di: Michail S. Gorbaciov, Franco Beradi Bifo, Lothar Bisky, Eduardo Galeano, Alex Foti, Andrea Hernandez Delgadillo.
Fotoreportage di Stefano Scialotti

Introduzione

Loop è seduto tra le macerie del muro di Berlino, fuma una sigaretta.
Vent’anni dopo il crollo delle ideologie applicate, il cielo si è tinto di nero e
quello che doveva essere un brindisi per la libertà è diventato il primo tuono
dell’apocalisse che viene.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2009 15:57
 
Stefano Cucchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Novembre 2009 01:43

di Erri De Luca

Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita. I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato. Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato.

da liberazione (11 novembre 2009)

 
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