| Pietro Masturzo vince il Worldpressphoto 2009 con una foto pubblicata su Loop! |
|
|
|
| Scritto da Administrator |
| Venerdì 12 Febbraio 2010 12:55 |
|
Pubblichiamo il reportage dall'Iran Di Pietro Masturzo e Carlo Maddalena e l'immagine che è stata premiata come "foto dell'anno 2009" PAURA DEL BUIO DI CARLO MADDALENA FOTO DI PIETRO MASTURZO
Il controverso risultato delle elezioni Iraniane ha generato un’ondata di proteste senza precedenti nella repubblica islamica. L’intolleranza del governo teocratico nei confronti di pacifiche dimostrazioni e lecite richieste ha innalzato drammaticamente il livello di conflitto interno. Le battaglie non sono solo quelle che si consumano in strada, dove il coraggio della popolazione civile si oppone ostinatamente alle brutalità repressive del governo. C’è un conflitto a cui i giovani della capitale sono quotidianamente costretti dal governo iraniano. Una battaglia nella battaglia, quella che si combatte contro l’oscuramento mediatico e delle telecomunicazioni. Il “buio” a Teheran è fatto quotidiano dal giorno stesso della ratifica del risultato elettorale: i cellulari sono inservibili per quasi tutta la giornata, le frequenze di ricezione satellitari ostacolate, molti siti internet resi irraggiungibili dalla censura governativa. Il “buio” imposto dalle autorità iraniane ha tre obiettivi fondamentali: impedire la comunicazione interna e di conseguenza ridurre lo spazio progettuale di quanti hanno intenzione di riunirsi e manifestare; ridurre all’estero la visibilità sugli avvenimenti che agitano l’Iran e sulle misure repressive utilizzate per tacitare il dissenso; impedire che il popolo iraniano sia a conoscenza di quanti, fuori dal paese, denunciano e condannano le brutali misure repressive. Qui a Teheran conosciamo Alì e Mohammad, ci parlano di un gruppo di haker iraniani che da vari paesi esteri si impegna per restituire visibilità a siti o per impedire la controinformazione di regime. Non sono in grado di confermare questa informazione ma è, per l’importanza che gli viene attribuita, un segno di quanto sia fondamentale, qui, pensare di non essere isolati, di essere in qualche modo supportati da qualcuno che “fuori” sia testimone di quanto accade. Alì e Mohammad sono solo due dei tanti improvvisati mediattivisti che hanno inondato il web di immagini e filmati. Non si auspicano una rivoluzione, si sentono piuttosto partecipi di un graduale processo di emancipazione civile e culturale. Intendono perfettamente il peso che le immagini e le testimonianze possono acquisire a livello internazionale e sentono come tanti loro “colleghi” la necessità di rappresentare il loro paese e il modo con cui il governo islamico ne schiaccia aspirazioni e istanze. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:13 |




