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Europa e il toro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 11 Aprile 2010 13:02

di Franco Berardi Bifo

L'Unione europea è al limite del collasso. Questo è quello che pensano gli economisti e dicono alcuni giornalisti mentre la vita politica e intellettuale del continente agonizza, intrappolata nelle tenebre del cinismo.

"L’Unione monetaria europea, fondamento dell'euro, comincio' con una grande illusione, scrive Joachim Starbatty sull'Herald Tribune del 29 Marzo 2010 (Leave the Euro Zone) "Da una parte ci sono paesi, l'Austria la Finlandia la Germania e l'Olanda, che avevano costantemente apprezzato le loro monete sia a livello europeo che nel mondo, mentre i paesi dell'altro lato, Belgio Francia Grecia Italia Portogallo e Spagna le avevano costantemente deprezzate. Eppure l'Unione fu concepita come una struttura dotata di un unico criterio."

Facciamo qui una piccola nota: i paesi protestanti, prevedibilmente, si trovano dalla parte della virtù economica mentre quelli cattolici e ortodossi si trovano dall'altra.

Le cose sono peggiorate quando è iniziata la crisi del settembre 2008 che non è affatto finite come si dice spesso, identificando la crisi con la crisi della finanza e la ripresa con la ripresa della rendita, cioe’ fottendosene complemtamente degli interessi della societa’ e delle condizioni dei lavoratori.

"La crisi greca, dice ancora Starbatty "è solo la prima di quelli che potrebbero essere parecchi terremoti provocati dal peccato originale dell'euro. Mentre pochi sono disposti a dirlo, la soluzione è chiara. La sola maniera per evitare un ulteriore danno dell'economia globale è che la Germania si porti fuori dalla zona ero con gli altri paesi virtuosi, e crei un nuovo blocco dalla moneta forte. La nozione di una zona euro unificata è falsa."

Non solo i protestanti che si comportano bene sono messi in periicolo dall'appartenenza alla sfera europea unificata, ma anche i pigri inaffidabili Greci (e i paesi cattolici complici, il cui fallimento è atteso per i prossimi anni) non hanno molto da guadagnare dal fatto di essere soggetti agli obblighi europei. La Germania ha deciso di non aiutare i greci a uscire dalla situazione di squilibrio finanziario e preferisce che il Fondo monetario internazionale intervenga nel continente, piuttosto che rompere il dogma della Banca Centrale Europea, e aiutare gli inaffidabili pigroni meridionali. Così per i greci (e domani per gli spagnoli e gli italiani) i problemi vengono peggiorati dalla partecipazione alla zona euro.

Scrive ancora Starbatty: "Se la Grecia fosse esterna alla zona euro per esempio potrebbe svalutare la sua moneta (la buona vecchia dracma) e rendere così più commpetitiva la sua economia, rinegoziando il debito estero in una conferenza internazionale."

La logica di Starbatty è difficile da contestare, se accettiamo il dogma Neoliberale e l'ideologia monetaria che sono il fondamento indiscutibile dell'Unione europea.  Quindi si avvicina il collasso finale.

 

Dato che non sono un patriota, in fondo che me ne frega?

In verità mi interessa l'Unione europea per ragioni che non hanno nulla a che fare con il patriottismo. Prima di tutto mi interessa perché è stato il primo tentativo di dimenticare e lasciarsi alle spalle il nazionalismo che ha portato il continente nell'abisso della violenza e dello sterminio durante i due ultimi secoli. In secondo luogo mi interessa perché crea un piano di comunicazione per il cognitariato, forza di progresso e di ricomposizione sociale dell'epoca post-fordista di pieno dispiegamento del general intellect.

E particolarmente mi interessa l'Europa proprio oggi quando, nell'imminenza del collasso, tutti saranno finalmente costretti a rendersi conto del dilemma: o siamo capaci di uscire dal dogma neoliberista e dalla dittatura frinanziaria della Banca centrale, oppure cadremo nell'inferno della guerra civile inter-etnica, i cui primi fuochi sono già accesi, e nell'abisso del nuovo Nazismo pronto a diffondersi ovunque dopo essersi formato in Italia, il paese che da un secolo anticipa i processi degenerativi dello sviluppo del capitale.

L'Unione europea è lungi dall'essere una democrazia perchè la volontà politica e la cultura sociale non contano niente, e contano solo le decisioni dell'oligarchia finanziaria che detiene il potere effettivo. L'ossessione paranoica della crescita economica illimitata e della stabilità finanziaria sono il cuore dell'Unione.  Nei decenni passati la solidarietà sociale ha potuto coesistere con i ldogmatismo finanziario e l'ossessione della crescita, ma adesso questa coesistenza sta finendo. Siamo di fronte a una scelta: o ci liberiamo dell'ossessione nbeoliberista o l'Unione collasserà e allora le porte dell'inferno si apriranno.

 

Nell'antica mitologia greca Europa è una bellissima giovinetta.

Spinto dal desiderio di impadronirsi sessualmente di lei, l'iper-testosterico Giove viene sulla terra travestito da toro. Ma Europa riesce a sfuggirgli, abbandonando le terre mediterranee verso il tollerante Nord. Il toro della finanza è stato il principale attore del dramma europeo, fino a questo momento. La solidarieta’ sociale e la liberta’ intellettuale – la bella giovinetta chiamata Europa, ha potuto sopravvivere a fatica, nascondendosi nei sotterranei dei movimenti sociali. ora non più. Ora è il momento dello scontro finale. Ora dobbiamo affrontare il toro e criticare in maniera aperta la dittatura finanziaria della BCE. Ora dobbiamo preparare l'emancipazione della creatività sociale del cognitariato dall'oscurità del dogma liberista e dell'avarizia. Ora dobbiamno lanciare un movimento politico per il reddito di cittadinanza e per una riduzione generale dell'orario di lavoro. Ora dobbiamo parlare di Europa02.

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