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Loop e l'apocalisse: Billy the kid è vivo Atene è in fiamme, l’Europa è morta. L’apocalisse, adesso, è in mezzo a noi, si vede. Tira il fiato, rilassati. Guardati intorno, preparati al peggio. Sorridi. Il cielo si è oscurato, sotto il caos, e la situazione non è eccellente. “Non serve sperare, non serve avere paura. Bisogna cercare nuove armi”. Leggi il sommario del nuovo numero
Con queste parole di Deleuze, Loop ha iniziato 18 mesi fa il viaggio dentro l’apocalisse. Nel cammino ha incontrato e attraversato deserti e tempeste. Fino ad oggi, quando i venti si sono fusi, diventando uno. La tempesta perfetta. La crisi climatica con la crisi economica, le guerre con il terrore. Loop ora si ferma, calma e sangue freddo. Loop è in Italia, passeggia tra le tombe. Il paese è un cimitero senza memoria. Tra i cadaveri, a rincorrersi sono rimaste solo guardie e ladri. Gli altri non lo sanno, ma sono zombie, guardano la televisione, chiudono con le catene le porte di casa. Fuori non ci sono che ombre. Loop segue le tracce di un’anomalia, la cerca da Nord a Sud, la trova in Puglia. Nuove parole, le Fabbriche di Nichi. Anomalie, oggetti non identificabili. UFO. Nuove armi, forse. Nel cielo vecchi avvoltoi, quelli di sempre, allergici ai colori poco consueti. Loop tifa autonomia e si prepara al prossimo viaggio. Dentro le guerre. Per farlo arriva in Nuovo Messico. Conosce l’America divisa in due. Insegue la storia di Pat Garret e Billy the Kid. Ascolta le voci che la raccontano. Non crede alla fine scontata. Lo sceriffo e il fuorilegge. La legge che vince. Il ribelle che muore. Alle orecchie gli arriva un chiacchiericcio, che corre da paese in paese attraverso il West: Billy the Kid non è mai stato ucciso. Loop decide di crederci.
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