| Wikileaks e la stampa imperiale |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 09 Agosto 2010 08:29 |
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Mumia Abu-Jamal, dal penitenziario di Huntingdon, Pennsylvania di Wikileaks, è stato accusato di non avere a cuore gli interessi dei soldati statunitensi e degli informatori Afghani. La sua altra colpa? Quella di aver contato le morti dei civili afghani uccisi dalle truppe statunitensi. Per la gran parte dei media questo è un tabù. È così che funzionano i media imperiali. Al momento, i media corporativi americani stanno diventando rapidamente una razza in estinzione, in quanto sempre meno persone guardano i telegiornali o leggono i quotidiani. Il dato peggiore è che sono i più giovani a guidare questa tendenza. Secondo le statistiche il quotidiano americano medio perde circa il 10% dei lettori ogni anno. Se la tecnologia senza dubbio ha un ruolo importante in questo processo, l'assenza di fiducia nei media è un altro fattore importante. L'ostentazione della bandiera, dei canti di guerra e delle bugie hanno portato il paese alle disastrose campagne in Iraq ed Afghanistan. Quando Wikileaks ha pubblicato nudi e crudi i racconti dal campo di battaglia, i media corporativi sono sembrati superflui, inutili. Ora, come pit bulls affamati, attaccano Wikileaks per non assecondare il gioco imperiale. Loro abbaiano, ma Wikileaks morde. "Quando c'è una nuova causa e tu senti nelle tue ossa che è giusta, e tuttavia rifiuti di difenderla – in quel momento cominci a morire. Ed io ho visto così tanti corpi camminare avanti e indietro mentre parlavano di giustizia" - Mumia Abu-Jamal
Testo curato e tradotto da Francesca coin |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Agosto 2010 14:38 |




La pubblicazione di più di 70.000 documenti segreti sulla guerra in Afghanistan è stata trattata