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Scritto da Administrator
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Martedì 17 Agosto 2010 18:11 |
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di Franco Berardi Bifo Ho appreso della morte di Francesco Cossiga da una telefonata del giornale bolognese Il Resto del Carlino. Il giornalista innocentemente mi ha chiesto se volevo parlare con lui dell'evento. Gli ho detto che in generale non rilascio dichiarazioni a un giornale come Il Resto del Carlino, con rispetto parlando. E soprattutto che non ho niente da dire su Francesco Cossiga. Niente. Mi imbarazza e ripugna che qualcuno possa, nella sua memoria, accomunarmi al cadavere. Perché poi? Forse perché ha ucciso mio fratello Francesco e mia sorella Giorgiana? O perché un tempo mandò i suoi sbirri a chiudere radio Alice e ad arrestare i miei amici redattori? O perché senza molto successo scatenò contro di me una campagna di calunnie che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto distruggermi? No, non mi occuperò di lui solo perché ha tentato di rovinarmi l'esistenza. E' stato un uomo piccolo. Tra i tanti che hanno insanguinato la scena del secolo passato è stato uno dei più loquaci, e credeva perfino di essere spiritoso. Non so se corro il pericolo di essere accusato di vilipendio dicendo queste parole a proposito di un signore che è stato Presidente della Repubblica con il voto di Massimo D'Alema. Non so se vige il reato di vilipendio post mortem. In quel caso ritiro tutto.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Agosto 2010 10:52 |