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A scuola di rivolta! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 02 Marzo 2011 14:25

di Franco Berardi Bifo

Il governo italiano, in questo perfettamente allineato con le direttive della Banca centrale Europea, sta distruggendo la scuola, e in particolare sta distruggendo l'accademia di Brera nella quale insegno precariamente sociologia della comunicazione. Questa nota è il mio intervento nell'ambito della discussione che si  sta svolgendo fra gli insegnanti di quella scuola.

Dovendo iniziare il mio corso a Brera il 14 marzo voglio capire se vale la pena di prepararmi a fare lezione e a svolgere il mio compito, sia pure malissimo pagato e pochissimo rispettato. La risposta questa volta è: no. Sarò a Brera il 14 marzo, ma aglistudenti che avranno la cortesia di venirmi ad ascoltare non parlerò, come avevo pianificato e promesso, di ciberculture, ma parlerò di come si organizza una insurrezione. Perché non vi è altro tema che valga la pena di discutere al momento. Non perché il lavoro dei docenti precari è minacciato a Brera. Questo è un problema, però è un problema che in sé non ha soluzione. La riforma Gelmini comporta una riduzione di otto miliardi di euro nel primo anno e altrettanto nel secondo della sua applicazione. Gli effetti ormai si sentono e si vedono dovunque. E siamo solo all'inizio, perché negli anni a venire gli effetti di quell'attocriminale produrrano barbarie, ignoranza, violenza, miseria. E neppure è un problema solo italiano, dato che in Gran Bretagna decine di migliaia di studenti stanno già abbandonando gli studi acausa del fatto che le tasse di iscrizione all'uniuversità sono state triplicate, mentre mezzo milione di lavoratori pubblici attend e il licenziamento nell'arco di tre anni, e i tagli preparano una devastazione della società. Non ho intenzione di fare una predica, voglio solo dire che il nostro problema non lo risolveremo contrattando con qualche burocrate. Lo risolveremo quando avremo abbattuto la dittatura finanziaria in Europa. E' troppo per le nostre esili forze? Certo che è troppo per le nostre esili forze, ma il problema non è solo nostro. Sono milioni i lavoratori - nell'industria nella  scuola nella ricerca, nei servizi - al limite della miseria e della catastrofe. Quando milioni di persone debbono scegliere tra la rivolta e la miseria, tra la lotta a oltranza e la depressione - è il momento dipreparare l'insurrezione. E' meglio saperlo, è meglio prepararsi. Dopo di che possiamo accettare l'idea che ciascuno di noi cercherà dicavarsela come può, magari ritirandosi in campagna a coltivare l'orto. Ma è meglio sapere che il nostro futuro, come quello dei nostristudenti non esiste più, a meno che non siamo disposti a rischiare (molto, anche la vita questa volta) per il diritto a insegnare estudiare, per il diritto a un salario decente, e per la dignità. Non serve parlare con i burocrati di Brera, penso che siano esecutoridi un disegno di devastazione del quale non possono cambiare neppure idettagli. Serve occupare una piazza, una stazione, un parlamento, erimanere lì fin quando il governo della mafia se ne sarà andato, e fino a quando la dittatura Trichet-Sarkozy-Merkel sarà stataabbattuta. E' chiedere troppo? Può darsi, ma chiedere di meno non ci porta più da nessuna parte. Il Knowledge liberation front, riunito a Paris Saint denis il 12 Febbraio ha indetto una giornata di teach in nelle banche delle grandicittà europee per il 25 marzo. A Londra lo stanno già facendo daalcune settimane: si entra in una banca e la si occupa per farelezione, per leggere pooesie, per parlare di biologia molecolare perstendere i panni, per dormire.

Occupare le banche deve diventare una pratica comune. E' pericoloso? Sì è pericoloso, ma è più pericoloso ancora aspettare che qualcuno risolva il problema. La guerra che il capitalismo finanziario ha dichiarato contro la società è giunta alla stretta finale. Naturalmente non nego che esista uno specifico della questione di Brera, ma la sola cosa da fare, se siamo capaci di farla, è occupareBrera e trasformarla in un centro per le azioni contro la dittatura finanziaria.Mi scuso per l'enfasi un po' tragica. Ma stavolta la tragedia non è un effetto della mia immaginazione.

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Commenti  

 
0 #4 nico 2011-03-07 15:12 condivido in toto, non ci sono alternative. ormai siamo in piena emergenza democratica. l'occupazione a oltranza delle più importanti piazze italiane, da roma a torino, da milano a napoli, bologna, palermo, mi sembra l'unico modo per smuovere la coscienza degli italiani. dobbiamo mobilitarci. e in fretta Citazione
 
 
0 #3 Elisa5 2011-03-04 11:33 Condivido TUTTOOOOOOOOOOO OOOO
e'ora di muoverci e non aspettare che "altri" lo facciano per noi; per altri intendo i ns/ politici che hanno a cuore non l'Italia ma il proprio tornaconto economico.
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0 #2 cecche 2011-03-03 13:36 dopo Berlusconi?
metteranno un altro pagliaccio al comando è owio…
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+2 #1 Giulio Cara 2011-03-03 08:53 Ho condiviso questo "articolo".Penso , da tempo, che non vi sia piü alcuna possibilitä di "dialogo" con un Sistema che, pare abbia preso Decisioni sul Futuro del mondo secondo il proprio desiderio.Un sistema giä pronto a far "tacere" anche con violenza ogni Democratica voce di dissenso. Forse, e' nella natura umana un simile comportamento…ma c'e' anche un'altra parte della natura umana che, Deve a questo punto Reagire, con ogni mezzo…si tratta di "Legittima Difesa".Fermare Tutto-per Smuovere finalmente tutto. Il Troppo e' sempre un male, persino il troppo bene spesso e' male…e non si vive di solo "mutuo" o, di solo pane, ma, anche, di Dignitä. Opinione personale di Giulio Cara, emigrante (non per Turismo) Citazione
 

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