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I cattivi maestri PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 17 Marzo 2011 21:17

di Mumia Abu Jamal, dal penitenziario di Huntingdon, Pennsylvania


Avete notato che i politici passano da pericolo a pericolo, da uomo nero a uomo nero in un processo di demonizzazione che tende a distrarre dai problemi veri? Secondo i governatori del paese, i nuovi pericoli pubblici sarebbero le maestre e gli insegnanti, tutti diventati egoisti, sorvrapagati e avidi.
Ora, onestamente, secondo voi questo ritratto è più adatto alle maestre, o ai politici?

I politici controllano la spesa pubblica, ed i microfoni del potere. E sono ben posizionati per trasformare in capro espiatorio proprio coloro che lavorano più duramente, che sono meno pagati e che ricevono meno ringraziamenti di tutti: gli insegnanti.
Ogni anno a scuola, decine di migliaia di docenti cercano nelle loro tasche i soldi per comprare matite, carta, pennarelli, libri, per figli di altre persone. Ogni anno, qualche governatore locale taglia il personale, il budget o cancella un contratto di costruzione, tanto sanno che gli insegnanti in qualche modo faranno quadrare i conti. Gli insegnanti spesso accettano, perchè molti di loro amano i loro studenti e considerano il loro lavoro quasi una missione.
Ma in fin dei conti, questa è una questione politica, non economica. La logica vorrebbe distruggere i sindacati degli insegnanti e dare più finanziamenti ai candidati del partito democratico. La logica vorrebbe distruggere la scuola pubblica per finanziare la scuola privata.
Come molte idee politiche, guadagni un centesimo mentre perdi tutto. Perchè queste trasformazioni vanno a minare il fondamento stesso della società, che sin dall'antichità voleva insegnare a vivere nel mondo a venire.
L'educazione pubblica oggi sta fallendo non perchè gli insegnanti sono troppo pagati, o le istituzioni hanno speso male i finanziamenti pubblici, ma perchè di finanziamenti non ne hanno ricevuti abbastanza.
E questo è particolarmente vero nelle città in cui c'è maggiore bisogno, nelle grandi città americane dove i finanziamenti ricadono su famiglie che a fatica arrivano a fine mese. Inserire la scuola in un modello di mercato significa trasformare l'educazione in un lusso cui potrà accedere solamente chi può permetterselo.
E significa anche fare un passo avanti verso il crollo dell'impero.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 15:58
 

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