di Claudio Marotta
Ritorna la protesta a Termini Imerese. Ieri, tutti i lavorator dell'indotto i dello stabilimento e dell'indotto Fiat della regione Sicilia hanno incrociato le braccia per contestare il piano di ristrutturazione annunciato da Sergio Marchionne giòvedì scorso nell'incontro con governo e sindacati. «Marchionne ci ha fornito un conto salato in un guanto di velluto» è stato il commento del segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo. Infatti per il Mezzogiorno, più che di un piano di ristrutturazione si tratta di un piano di smantellamento. L'amministratore delegato del Lingotto ha espresso, in particolare, la volontà di dismettere la produzione di automobili nella fabbrica siciliana entro il 20 Il. La stessa minaccia torna a incombere sulla testa dei lavoratori, dopo l'attacco sventato sette anni. E proprio come allora, rinizia la lotta delle tuteblù. Ieri i primi turni di sciopero di due ore, preceduti da due assemblee di un'ora convocate da Fim, Fiom e Uilm: la prima alle 6:30, la seconda alle 15:00. «Non accetteremo mai la riconversione dello stabilimento» dichiara Roberto Mastrosimone, responsabile Fiom della fabbrica. Le parole d'ordine della mobilitazione sono chiarissime: «La priorità è che a Termini Imerese si producano-automobili» e se questo non sarà possibile, tutti saranno chiamati alle proprie responsabilità. «Se chi di dovere non accoglierà le nostre richieste - continua Mastrosimone - sappia che inizierà una lunga campagna di contestazioni: contro il Lingotto, la regione Sicilia e il governo nazionale.» Intanto è atteso per oggi a mezzogiorno un incontro fra i sindacati, il Presidente della regione Lombardo e l'Assessore all'industria Venturi. Nelle ultime ore, trapela dall'entourage della giunta isolana che ci sia la possibilità che esca dal tavolo un documento condiviso e unitario da inviare a Sergio Marchionne. Ma non per questo si può parlare di ottimismo: «Gli annunci sono una cosa ben diversa dai fatti» dice Mastrosimone. Giovanna Marano, segretaria regionale della Fiom; rincara la~ose: «La passata giunta di centro-destra aveva sottoscritto, appena due anni fa, un accordo di rilancio dello stabilimento mentre oggi ci troviamo a contrastare un piano che ammazzerà Termini Imerese. Speriamo che il Presidente Lombardo - continua la Marano - giochi con forza la carta dell'autonomismo che tanto si è _speso negli ultimi mesi. Se l'autonomismo ha ragion d'essere, allora.al centro della sua iniziativa deve esserci la tutela dei lavoratori siciliani.»















