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Lunedì 30 Gennaio 2012 12:54 |
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Emiliano Bertocchi
Vecchie stanze fumose. E fantasmi e ricordi che si muovono negli spazi chiusi. E la malinconia per il tempo perduto e i volti scomparsi. Si diffonde oltre l’intreccio, l’essenza di questo film. Oltre le parole e il genere di appartenenza. E’ nelle facce stanche e invecchiate, nei corridoi percorsi, nelle solitudini di vite che si vanno dissolvendo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2012 12:59 |
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Martedì 10 Gennaio 2012 16:37 |
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Emiliano Bertocchi
Il potere, ancora una volta. E le sue maschere. J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI per quasi quattro decenni, si muove tra la gestione del potere e la repressione del suo essere. E’ nella dialettica tra i bisogni (forse inconfessabili) del proprio io e una visione politica e sociale repressiva, che si sviluppa, all’interno dell’ultimo film di Clint Eastwood, la figura di Hoover. Paranoico e ossessivo, perennemente confuso sulla propria identità sessuale, legato in maniera morbosa alla madre e al proprio lavoro, incapace di possedere una vita privata che si allontani dalle dinamiche del suo bureau, Hoover sembra uno di quegli uomini che riversa nel proprio ambiente lavorativo tutte le mancanze della sua vita interiore.
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Mercoledì 30 Novembre 2011 14:34 |
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Emanuele Bertocchi
Mondi femminili che collidono, si scontrano e si distruggono. Due sorelle, due pianeti diversi, uno nell’orbita dell’altro. Attrazione e repulsione. “Alcune volte ti odio con tutta me stessa” dice Claire a Justine. Lars Von Trier, come suo solito, cammina sulla sottile linea che divide la provocazione dall’aperta presa per il culo del pubblico. In questo caso, forse, si spinge più nel secondo territorio, fregandosene della coerenza narrativa, della psicologia dei propri personaggi, dividendo in due parti nette la storia raccontata, due blocchi distinti e separati.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 14:41 |
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Martedì 06 Settembre 2011 13:18 |
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Emiliano Bertocchi
Un uomo si deve recare a Parigi per uccidere il suo ex professore di filosofia, fuggito dall’Italia quando il fascismo ha preso il potere. Questo uomo, ambiguo e mediocre, si chiama Marcello Clerici ed è il simbolo della ricerca di quella normalità borghese cara a tanta parte della nostra popolazione. Rivedere a quaranta anni di distanza Il Conformista di Bertolucci è come accorgersi che il tempo non è passato, che nulla è cambiato.
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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Settembre 2011 13:22 |
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Mercoledì 25 Maggio 2011 14:17 |
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Emiliano Bertocchi
La ricerca della grazia da parte di Malick si perde in un manierismo lirico che dissolvendo la sintassi filmica finisce per non riuscire a trasformare il flusso delle immagini in significati coerenti. La grazia, prima di ogni cosa, si trova nel cuore dell’uomo. E attraverso di essa anche lo sguardo sulla realtà cambia. Lo sguardo di Malick sembra essere di questo tipo, di un uomo che ha trovato la grazia nel suo cuore e di conseguenza anche nel mondo che lo circonda.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2011 14:19 |
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