| The Tree of Life |
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| Scritto da Administrator |
| Mercoledì 25 Maggio 2011 14:17 |
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La ricerca della grazia da parte di Malick si perde in un manierismo lirico che dissolvendo la sintassi filmica finisce per non riuscire a trasformare il flusso delle immagini in significati coerenti. La grazia, prima di ogni cosa, si trova nel cuore dell’uomo. E attraverso di essa anche lo sguardo sulla realtà cambia. Lo sguardo di Malick sembra essere di questo tipo, di un uomo che ha trovato la grazia nel suo cuore e di conseguenza anche nel mondo che lo circonda. Per questo le immagini di The tree of life sono così belle, pure, capaci di mostrarti il mondo come se lo vedessi per la prima volta. La macchina da presa di Malick scopre il mondo e lo svela allo spettatore. In questa ottica la parte migliore del film è quella sinfonia visiva che esalta la bellezza della creazione, come un insieme di pure forme, infinite manifestazioni di Dio, senza significato. Ma nel momento in cui Malick affronta l’essere umano e la sua vita e ricerca l’essenza della sua natura perde completamente il controllo della sua opera. La grazia che cerca disperatamente di mostrare e che si esprime in maniera fluida attraverso la Natura e l’Universo (nel loro caos e non nel loro ordine) non sembra appartenere all’essere umano, alla sua immagine, alle sue forme. La grazia dell’uomo è interiore. E Malick non riesce ad entrare dentro ai suoi personaggi, a svelarne l’intimità, l’anima.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2011 14:19 |




Emiliano Bertocchi