| Melancholia |
|
|
|
| Scritto da Administrator |
| Mercoledì 30 Novembre 2011 14:34 |
|
Emanuele Bertocchi Mondi femminili che collidono, si scontrano e si distruggono. Due sorelle, due pianeti diversi, uno nell’orbita dell’altro. Attrazione e repulsione. “Alcune volte ti odio con tutta me stessa” dice Claire a Justine. Lars Von Trier, come suo solito, cammina sulla sottile linea che divide la provocazione dall’aperta presa per il culo del pubblico. In questo caso, forse, si spinge più nel secondo territorio, fregandosene della coerenza narrativa, della psicologia dei propri personaggi, dividendo in due parti nette la storia raccontata, due blocchi distinti e separati. Nel primo si entra in un’atmosfera cerimoniale alto-borghese, con i suoi rituali del cazzo, come li definisce la madre di Justine, che attacca anche le convenzioni di classe della sua famiglia e dove in maniera inesorabile, il regista danese, disintegra l’illusione del matrimonio e dell’amore coniugale. Nel secondo è lo scontro tra pianeti e tra sorelle a sciogliere anche i legami di sangue, ognuno è solo, alla fine, davanti alla morte.
|
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 14:41 |





