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Lunedì 20 Aprile 2009 18:20 |
di Massimo Carlotto L’ultima fatica di Massimo Carlotto è ambientata in Sardegna, durante l’estate del 2008. La vicenda si svolge attorno al poligono militare di Perdas de Fogu, già noto alle cronache per i test effettuati con armi all’uranio impoverito, oggetto di lunghe inchieste e mobilitazioni mai approdate ad una conclusione soddisfacente.
Pur nella finzione romanzesca, l’autore svela meccanismi e retroscena di una vicenda torbida, dove gli interessi dell’industria bellica e degli eserciti, sostenuti da politici compiacenti e affaristi d’ogni genere e sorta, provocano danni irreparabili all’ambiente a agli abitanti delle zone limitrofe a causa dell’uso di armi altamente letali, sperimentate senza alcuna precauzione. La vicenda narrativa, che anche se non fosse riferita ad un contesto reale sarebbe comunque assai avvincente, racconta del tentativo di coprire misfatti e interessi che ruotano attorno al poligono militare. Disertori, servizi segreti, malavita, agenzie di sicurezza e forze dell’ordine; ciascuno fa la sua parte, in un intreccio avvincente che rivela una realtà brutale, cruda. Nessun lieto fine, né distinzioni nette tra buoni e cattivi. Una vicenda complessa, una finestra aperta su una delle più vergognose pagine recenti della storia sarda. Un romanzo da leggere tutto in una volta.
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