| Yukio Mishima - Sete d'amore |
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| Lunedì 20 Aprile 2009 18:24 |
Recensione di Viviana VerdirosiYukio Mishima è tra i maggiori scrittori giapponesi del Novecento, scomparso nel 1970 dopo essersi tolto la vita tramite Seppuku, rituale giapponese per il suicidio, in uso al tempo dei Samurai. Se da un lato le sue opere, che spaziano dal teatro tradizionale giapponese al romanzo, hanno trovato in Europa grande successo, dall’altro la sua figura è stata pesantemente criticata. E’ stato etichettato come “fascista“, travisando il suo nazionalismo “ nostalgico e conservatore “. “Sete d’amore “ è un romanzo pubblicato nel 1950, ambientato nel Giappone dell’immediato dopoguerra. E’ la storia di Etsuko, una giovane donna che vive a Tokyo, sposata con un uomo che finge di amarla e che la tradisce ripetutamente. Dopo la grave malattia e la conseguente morte del marito, rimasta ormai sola e non possedendo nulla, decide di lasciare Tokyo e di trasferirsi a Maiden, piccola città di provincia, a casa della famiglia del marito. Da quel momento vive nella grande casa dell’anziano suocero, in cui abitano anche gli altri due figli ( i fratelli del marito ) con le rispettive famiglie, adempiendo assieme alle cognate ai lavori domestici e accettando di diventare l’amante del suocero stesso, sopportando con freddezza e noncuranza le sue avances notturne. La vita di Etsuko scorre malinconica e lenta , la lentezza che caratterizza la vita contadina di cui ora fa parte. Solo un sentimento la tiene viva : l’amore che prova nei confronti di un giovane servo, Saburo. Ma è la gelosia l’unico sentimento che Etsuko riesce a provare nei confronti del ragazzo, la gelosia come unica percezione dell’amore, la gelosia che presto diventa ossessione e follia. Resasi conto dell’impossibilità di questo amore e avendo la triste consapevolezza che il suo amore non sarà mai corrisposto, Etsuko uccide Saburo. Uccide l’amore, uccide la vita, per tornare come se nulla fosse mai accaduto alla sua apatica vita. Romanzo, a mio parere, molto bello ed originale, in cui l’autore ci propone con estrema delicatezza una storia d’amore diversa, dal finale amaro, non con il solito scontato “ happy end “ ! |




Recensione di Viviana Verdirosi