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Loop 15: il trailer!


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Sono loro PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Giugno 2009 22:46

di Fabio Giardinetti

Attraversano le rocce con passo insicuro
E chiedono al mare un conforto esaustivo.
Non distolgono lo sguardo da quell'orizzonte infame,
Che li inchioda da sempre ad un albero infruttuoso.

Si accavallano nei gesti e rinvigoriscono all'ascolto.
Impauriti, si abbeverano a fonti innaturali
E prive di ogni riflesso percettibile a un occhio stanco.
Non raggiungono mai la propria dimora,
Se non saltando oltre il proprio cuore.
Col pensiero di un bambino mai nato,
Sviluppano cerchi nella nebbia e li colorano col sangue;
Entrano ed escono dal mondo con la leggerezza di un gabbiano,
Ne imitano il volo e catturano i suoi gesti,
Per avventarsi sulla preda più vicina.
Sono capaci di circondare un fiume, scivolando sulla creta;
Intorno al nostro orgoglio, costruiscono barriere e festeggiano la nostra miseria con inumano orgoglio.
Vivono della nostra irrealtà, cibandosi delle nostre battaglie;
Con attacchi mirati, si richiudono a ruota percorrendo la storia.
Sono morti da sempre, democratizzando le iene,
Uccidendosi in sogno e perpetrando la noia.
Si coinvolgono in una follia straziante, Oscurando una vita normale e piangono.
Un pianto arrabbiato e ululante che  Infittisce i pensieri;
Come greggi delusi, anelano a pianure invisibili,
Osteggiando la maternità delle nuvole
E non si bagnano mai della stessa pioggia
Ne rinnegano il tocco e chiudoni i loro pori.
Sono morti, é vero, ma il silenzio delle loro membra
è ancora in grado di ferire, per invidia o per semplice dispetto
Per pazzia o per la voglia di non dischiudere mai un sogno.

 

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