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di Bruno icks Aldilà del fiume. Playground di Basket. Canotte dei Boston Celtic , indossate da spalle troppo gracili , chiedono soldi per il parcheggio . Una domenica di maggio , caldissima come fosse l’Africa .
Solo, mi avvicino all’entrata di Acrobax . Festival di musica indipendente organizzato insieme alla Factory che non passa un bel periodo.
Inevitabilmente penso a Renato Biagetti ucciso da un fascista figlio di carabiniere una notte di fine agosto di tre anni fa . Un viso che non ho mai conosciuto direttamente .
Braccia , gambe , mani , testa , che avevano ballato e fatto ballare la tecno o il reggae . Qui al cinodromo , dove era di casa o dovunque si potesse ridere e ballare, ballare e ridere e poi ridere ancora . La nostra vita non vale nulla , vale pochi anni di galera quando li prendono e noi odiamo il carcere.
Vale le prime cronache dei giornalisti sciacalli , che descrivevano Renato come un tossico. Vale lavorare part-time quando gli fa comodo, full-time quando ne hanno bisogno.
Entro, il palco è montato sotto la pensilina di ferro , i gruppi fanno il sound check , trema il metallo sotto i colpi del rullante . Raggiungo la pista di sabbia , che qui una volta ci correvano .
I Santarita Sakkascia ci avevano anche scritto un pezzo che usava le parole “ brutta gente che impreca un cane”. Adesso invece è pieno di bella gente , i cani sono liberi e non rincorrono un coniglio finto.
Oltre la pista il prato , le porte da calcio e sopra quelle per l’ovale. Qui sono nati gli All Reds , che fanno mete antifasciste , antirazziste e paritarie.
Dietro un cespuglio trovo un pallone , tiro in porta da lontano , pensando alle sassate che tirava Batistuta , alla mitraglia che a Roma faceva raramente, alle partire al circoletto da ragazzini. Posta in palio una bottiglia di spuma. Nelle grandi occasioni , tipo le finali , si vinceva un Draculino ghiacciolo psichedelico , che fuori era viola e dentro rosso porpora . A prova di lavatrice .
Magliette macchiate da coloranti quasi indelebili che ti lasciavano la bocca violacea per giorni , come quella dei vampiri . Forse per quel motivo , quell’ esperimento rapidamente tolto dal mercato si rifaceva nel nome al più famoso rumeno della storia …
La musica passa dai timpani ai piedi che battono inconsapevolmente il tempo , per provare salgono e scendono le scalette del palco i Rancore , Raffaella dei Pivirama poi le Mia Wallace ma senza Tony Rocky Horror che mezzo nero e mezzo samoano deve aver fatto un bel volo dalla finestra ma non credo per un massaggio ai piedi . Si provano i suoni che prima escono flebili poi sempre più potenti , tremano anche i fili d’erba a guardar bene.
Tremo anch’io a pensare a questi tempi dispari , tremo e non ho paura di tremare perché ne sono consapevole .
In un attimo vengo circondato dalle zanzare che con il calar del sole cercano un nuovo pasto . In alto i colori cambiano rapidamente dal celeste a un arancione così vivido e bello che in qualche modo apre la strada al buio , che non tarderà ad arrivare . Una montagna di donna mi copre la visuale , d’istinto mi alzo in cerca di una birra misteriosamente però vado verso l’uscita , dove avrei trovato presto un unico motivo . A volte si è attratti da persone e cose anche senza volerlo , come un magnete con i metalli e anche se sono fatto di carne ed ossa non riesco a sottrarmi . E’ inutile cercare un perché è così e basta . Senza troppe spiegazioni mi si siede davanti , abbassa gli occhi quando deve ed insulta la montagna di donna che ho adesso alle mie spalle , si muove sicura su un prato che sembra aspettare solo lei , io mi chiedo perché c’è tutta questa gente , non se ne potevano stare a casa e lasciare i suoi occhi per me questa volta…
Sul palco continuano a suonare ma nei timpani neanche una nota , solo il suono magnifico di consonanti rotonde o quello sognato delle mie mani che applaudono una luna bianca facendola diventare rossa . La serata scorre tra disquisizioni ed incomprensioni , tipo se è meglio la maionese o il ketchup , ma continuiamo a non capirci , forse lo facciamo apposta o forse in realtà ci detestiamo .
Tre quarti di birra che oramai s’è riscaldata , non riesco a finirla e la dimentico in giro , in qualche modo siamo vicini , lei nella sua distanza io nell’essergli distante , fa il paio con il suo viso con le chiavi dell’auto che non trovo più , con le scarpe che devo slacciare . Spengo questo fuoco accendendo una sigaretta anche se in teoria avrei smesso, me lo ripeto tutti i giorni .
Lei è sempre lì lontana , persa tra le sue cose e io non sono una cosa . In un attimo saluta e va via come mille volte ancora anche se questa volta è diverso. Va via come è arrivata , improvvisa , non attesa .
Rimango da solo per un po’ , prendo un’altra birra che non avrà il tempo per riscaldarsi , torno sul prato , oramai è buio completo . Avrei dovuto rincorrerla , stringerla forte , dirgli che questa sera quel prato era lì per noi , che se c’è un angolo di vita non è lontano dai suoi sguardi , che non è il momento per fare silenzio o forse lo è solo se mi è vicina .
Poi ritorno in me , trovo finalmente le chiavi della macchina , rovistando nelle tasche, questa volta all’uscita non c’è un unico motivo , ne consonanti rotonde e se la luna diventa rossa non è per i miei applausi . La vita a volte è fatta di gioie grandi che in un batter d’occhio tramutano in terribili amarezze , bisogna accettarla per quello che è , anche se non è facile riuscirci quando si ha lontano un magnete e si è fatti di semplici ossa e di carne ancor più semplice .
…..you are the kind of person that I’ve been dreaming of ......you are the kind of person that I always wanted to love ......and when I first seen you walk right through that bar door....
Crazy Feeling – Lou Reed-
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Commenti
non me l'aspettavo!
continua a scrivere così, forse perchè apparentemente diversi ma di emozioni in fondo uguali…bella bru' Citazione
bravo. Citazione
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