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Loop 17: il trailer!


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Pacificatori PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Marzo 2011 11:38

di Alessandro Ferretti

Questa è una storia di un paese in cui abita un tipo grosso. E' un tipo molto grosso, di sicuro il più grosso del paese. Il paese invece è piccolo: talmente piccolo che non c'è il sindaco, e neppure lo sceriffo. Come ogni sera il tipo grosso se ne sta con il suo giro di ricchi palestrati a tirare tardi nella piazza del paese, dove gli abitanti chiacchierano e trafficano da tempo immemorabile. Ma quella sera è diversa. Si sentono voci concitate: due tipi nella piazza stanno discutendo. Uno dei due è un noto stronzo megalomane. L'altro è suo fratello, più mingherlino di lui. Da sempre, a forza di botte, il fratello più grande sfoga le sue manie di grandezza sul fratello più piccolo: lo tratta come uno schiavo personale dal quale si fa servire e riverire.

Tutti nel paese sanno perfettamente cosa succede a casa loro, però quelli del giro grosso (che tengono le fila di tutto) non hanno mai avuto granchè da ridire. Anche perchè nel giardino di quella casa cresce una marijuana fenomenale che il fratello più grande fornisce a tutto il giro, e si sa che un buon pusher non è facile da trovare. Così, da anni il fratello più piccolo è costretto a subire, nell'indifferenza pressochè generale, una vita di botte, sfruttamento e umiliazioni. Stasera però deve essergli successo qualcosa, o forse semplicemente ha superato il limite della sopportazione. E' esasperato e furioso: recrimina, si agita, urla.

Il tipo grosso si avvicina ai due, seguito dai suoi amici: in breve si forma un capannello di gente. Alcuni vorrebbero separarli, ma come sempre nessuno prende l'iniziativa. Tutti seguono le mosse del tipo grosso e del suo giro, che però guardano e basta. Restano immobili, con le braccia conserte. Ad un tratto il minore grida un insulto. Il fratello maggiore gli risponde con uno sberlone. Il piccolo cade, si rialza e ripete l'insulto, ancora più forte. Parte il secondo schiaffo. Il tipo grosso e i suoi amici sono sempre immobili. Il minore continua ad insultare: il maggiore innervosito gli molla un pugno e gli fa schizzare sangue dal labbro, che va a finire sul braccio del tipo grosso.

Il tipo grosso si pulisce il braccio con la mano. Poi dice al fratello maggiore: "Dai, smettila! Ora basta.". Il minore si sente incoraggiato e ricomincia ad urlare, ma si becca un altro pugno e non succede niente. Il piccolo si rialza ancora. Massaggiandosi la guancia si avvicina silenzioso al maggiore guardandolo negli occhi, e quando è arrivato a pochi centimetri lo sorprende con una violenta testata. Il fratello maggiore cade a terra, e il minore ci si getta sopra. Volano botte da orbi. Alcuni idioti fanno il tifo per l'uno o per l'altro: il piccolo sembra avere il sopravvento. Altri insistono: "Separiamoli!". Il nostro amico grosso resta a guardare con le braccia conserte, insieme ai suoi amici, mentre i due continuano a picchiarsi. La lite va avanti per un tempo intollerabile. Lentamente, il maggiore recupera le forze e inizia a riprendere il controllo. Prima si difende, poi ricomincia a mollare sberloni, pugni e calci: il minore reagisce sempre più debolmente.

Ad un tratto, il tipo grosso fa un cenno ai suoi amici. E' un attimo: come un sol uomo si avventano contro il maggiore e cominciano a massacrarlo di botte con delle mazze da baseball spuntate da chissà dove. Sono in venti contro uno. Si accaniscono contro di lui come cani intorno ad un osso: nella confusione pure il fratello minore si becca un sacco di botte, ma sembra che di lui non importi niente a nessuno. Il massacro va avanti per un paio di interminabili minuti, poi a un ordine del tipo grosso si arresta di colpo. Il fratello maggiore rimane a terra un una pozza di sangue: braccia e gambe spezzate, il viso ridotto ad una maschera. Rantola.

Il tipo grosso lo guarda: poi si rivolge ai suoi amici e batte il cinque, sorridendo soddisfatto. Da una tasca tira fuori una pistola e mette una pallottola nel caricatore. La porge al fratello minore e gli dice: "Da domani l'erba la compriamo da te. Ovviamente ci farai uno sconticino. Lui, ammazzalo."

Bang.

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