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Dall'8 Giugno in edicola Loop " Male Nostrum, dentro la crisi italiana" |
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Domenica 06 Giugno 2010 14:13 |
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Loop e l'apocalisse: Billy the kid è vivo Atene è in fiamme, l’Europa è morta. L’apocalisse, adesso, è in mezzo a noi, si vede. Tira il fiato, rilassati. Guardati intorno, preparati al peggio. Sorridi. Il cielo si è oscurato, sotto il caos, e la situazione non è eccellente. “Non serve sperare, non serve avere paura. Bisogna cercare nuove armi”. Leggi il sommario del nuovo numero
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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Giugno 2010 13:51 |
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I muri ribaltati diventano ponti... |
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Giovedì 03 Giugno 2010 15:33 |
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di Gabriele Castoro Non solo tra poche ore (martedì 8 giugno) Loop uscirà in edicola con un numero dedicato ai mali d'Italia, ma come rivista seguiamo, sosteniamo e pubblicizziamo iniziative su uno dei temi irrisolti del nostro paese: il carcere. Domani, venerdì 4 giugno, a Roma, due appuntamenti che nascono insieme e si ritrovano in serata presso la Casetta Rossa SpA di via Magnaghi 14 (metro Garbatella).
Dalle ore 16 alle ore 18 nel carcere femminile di Rebibbia, "DUE ORE D'ARIA": dj set a cura del collettivo BORGHETTA STILE.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 16:09 |
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"Caso Puglia" o nuovo cantiere per la sinistra? |
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Sabato 22 Maggio 2010 16:25 |
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di Roberto Covolo Eccovi uno stralcio in anteprima del nuovo numero della rivista in uscita nei prossimi giorni. Covolo – ricercatore e assiduo lavoratore ai temi della partecipazione – dal 2007 fa parte dello staff del programma “Bollenti Spiriti”. Roberto è anche il responsabile alla partecipazione della Fabbrica di Nichi Vendola. Nel suo articolo ci spiega come le Fabbriche sperimentino nuovi legami di cooperazione tra comunità politicamente attive, dinnanzi al tramonto dell'appartenenza partitica.
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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 10:32 |
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Sabato 22 Maggio 2010 16:17 |
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di Luca Casarini Nonostante i riflettori si siano spenti dopo la conferenza di Copenhagen, possiamo dire con certezza che nessuna illusione ottica, come quella provocata appunto dall’accendere e spegnere ad arte la “luce” dell’attenzione mainstream, potrà eliminare o governare il “problema”: la crisi climatica, simbolo e sostanza della crisi ambientale planetaria, segna il nostro tempo. Non è “semplicemente” per il susseguirsi di tragedie legate all’innalzamento della temperatura globale, che ormai riempiono le cronache (mentre scrivo scorrono le immagini di Madeira, sommersa dalle piogge, si sovrappongono a quelle del messinese e della Calabria, dove intere colline franano, e naturalmente sullo sfondo c’è Haiti). No, non è solo la contabilità dei disastri, di cui l’infosfera è colma, a rendere paradigmatica la sempre difficile relazione tra uomo e natura.
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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 10:33 |
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